Ecco il nuovo diesel sintetico: inquina la metà

Luca Moriconi

da Milano

Il futuro dei carburanti è scritto in tre lettere: Gtl. Tradotto suona come «Gas to liquid», ovvero un componente sintetico che deriva dalla sintesi del gas naturale in idrocarburo liquido. Con questo nuovo gas privo di zolfo, per la prima volta si produrrà un diesel senza usare unicamente petrolio.
Ad arrivare per primi al brevetto sono stati gli uomini della Shell: la compagnia petrolifera genovese ha ufficialmente presentato ieri il nuovo «Shell V-Power Diesel con Gtl», già disponibile da lunedi nelle stazioni di servizio del gruppo. «Si tratta del carburante del futuro - dice il nuovo amministratore delegato di Shell Italia, Fabio Ganzer -, una novità che migliorerà non solo le prestazioni delle auto, ma anche la qualità dell’ambiente».
Tecnici Shell e ingegneri del gruppo Volkswagen hanno lavorato diversi anni per produrre un nuovo diesel che potrebbe ridurre del 40% le emissioni di Co2 nell’aria rispetto a un diesel tradizionale. «E questo - spiega il direttore rete di Shell Italia, Antonella Papeschi - sia che il nuovo prodotto venga usato con motori diesel di nuova generazione, sia con i più vecchi». I test condotti nell’ottobre 2003 a Berlino, su 220.000 km di strada, hanno evidenziato una diminuzione degli idrocarburi del 63% e del monossido di carbonio del 91%. Le emissioni di particelle si sono ridotte del 26% rispetto ai livelli no-zolfo dei motori Euro4. Dati che hanno convinto il sottosegretario di Stato ai Trasporti inglese, David Jamieson, ad avviare una sperimentazione di auto pubbliche ad alimentazione Gtl nell’area urbana di Londra.
La nuova componente sintetica, che viene prodotta nello stabilimento Shell di Bintulu in Malaysia, per ora sarà utilizzata solo per il diesel. Lo esige il mercato: negli ultimi dieci anni, la quota di autovetture a gasolio immatricolate in Italia è passata dal 9% del 1994 al 59% del 2004. «Ma sarà possibile realizzare anche una nuova benzina sintetica - rivela Wolfgang Warnecke, alla guida del team che ha portato avanti il progetto -, un primo importante passo per arrivare all’alimentazione a idrogeno».
Ci credono gli uomini Shell, e a dar loro sicurezza c’è anche il riconoscimento ottenuto a Vienna, il «Prof. Ferdinande Porsche Preis», un premio assegnato ogni due anni per innovazioni importanti come l’Abs nel 1981, l’air bag nel 1997 e l’Esp nel 1999.
Dopo la benzina verde adesso è l’ora del diesel bianco, che fa a meno di una parte di petrolio. Di quanto, però, è top secret: «Diciamo che è un segreto aziendale - glissa la Papeschi - ma si può dire che si tratta di una diminuzione consistente».