Ecco il nuovo film di Martin Scorsese

Hugo Cabret il nuovo film di Martin Scorsese che arriverà in Italia tra breve. A Parigi l'anteprima

Come è deliziosa una vigilia di Capodanno a Parigi alla prima dell’ultima fatica di Martin Scorsese “Ugo Cabret” coprodotto con Johnny Deep, Tim Headington, Graham King e realizzato dallo stesso Scorsese. Tra i protagonisti del film in 3D, Ben Kingley nella parte di Georges Mèlièr e papa’ Georges, Sacha Baron Cohen, il poliziotto della stazione (la Gare de Lion), Asa Batterfield in Hugo Cabret, Chloè Grace Moretz è Isabelle, Ray Winstone oncle Cloude, Emily Mortimer è Lisette, Helen Mc Crorory, Christopher Lee in Monsieur Labisse… “il colore prima del colore” potremmo dire, perché il fil racconta la storia dell’inventore della prima animazione cinematografica di Georges Mèliés quando i fratelli Lumiére spopolarono con la cinematografia con la macchina da presa. Uno strumento che a Mèliès fu negato in quanto i Lumière non cedettero il brevetto e lo stesso “animatore del fantastico”, Monsieur Georges, capì il funzionamento e ne inventò una sua, ma la grande guerra in seguito segnò la fine della sua produzione animata e giocosa, portandosi via un centianaio di films di cui se ne salvò uno, attorno al quale ruota la storia di “Hugo Cabret”.

Commovente, divertente, istruttivo, umano, capace di raccontare la storia e i luoghi della Parigi dell’epoca negli anni Venti fino alla Seconda guerra mondiale. Se non fosse per l’amore di imparare un’arte tramandata di padre in figlio, in questo caso, il mestiere dell’orologiaio, nonché l’amore per la lettura, per i libri e l’arte di arrangiarsi di poveri orfani, ma intelligenti e sensibili, forse non si sarebbe arrivati a riscoprire il grande inventore del cinema animato e a colori di Méliès. La forza d’animo di un ragazzino che vive solo dentro la torre dell’orologio de la Gare de Lyon facendo tesoro di ciò che il giovane padre gli aveva insegnato da vivo è il leit motiv della nuovo film di Scorsese. E’proprio Asa, il piccolo Cabret che continua a fare funzionare le lancette del grande orologio che svetta su Parigi dentro al quale si crea una stanza e dalla quale vede una città come un meccanismo perfetto. Una combinazione di tempi e di elementi che assomigliano alla percezione che si ha della vita vissuta come una grande creazione sincronizzata dove tutto ha una ragione di esistere.

Nell’ingranaggio ci sta che Hugo Cabret si arrabbia quando gli viene sottratto il suo quaderno di disegni tecnici che custodiscono il segreto del funzionamento di un robot che disegna. Peccato che lo stesso robot fu lo stesso che creò Méliès e che durante la guerra trovadosi in un museo venne abbandonato e ritrovato dal padre del piccolo orfano Hugo Cabret. Fantastica la ricostruzione d’epoca dei luoghi di Parigi come la Bibliotheque Sainte Geneviève, la Gare de Lion, l’Anfiteatro dell’Univesità la Sorbonne, Boulvard Saint Martin, Place Edoard VII, dove durante la guerra fu rimossa la statua equestre di Paul Landowki, vicino all’Opèra, la Tour Eiffel e Palais du Cinema du Bercy dove il famoso disegno di Georges Mèliès del 1902 svetta con la sua luna colpita in un occhio da un proiettile, ma anche costumi e vita sociale dell’epoca. Il film di Mèliès di 14 minuti (la pizza a colori fu trovata in Spagna nel 1993), sopravvissuto grazie ad un professore universitario, ebbe subito successo in Francia e negli Stati Uniti.

Ma qualche anno dopo Mèliès distrugge tutta la sua produzione e la macchina filmica con tutte le scene dopo aver visto che dopo la fine della guerra il cinema assume un volto troppo tecnicamente all’avanguardia come iniziarono a farlo gli americani. La Fondazione Groupama, la Lobster Film, la Tecnicolor una volta restaurata la pellicola la portarono al Festival di Cannes del 2011, grazie agli eredi e a Langlois, il fondatore di Cinemathèque. I film con disegni, foto e automatismi, sono accessibili al Forum de l’Images: www.cinamatheque.fr o www.forumdesimages.fr.