«Ecco il nuovo volto della città»

Sono due a Roma le direttrici lungo le quali il processo di sviluppo urbano è più dinamico: la zona sud e quella est. Ma Ponte di Nona e Parco Leonardo, esempi lampanti di questa tendenza, hanno fatto scuola soprattutto per un altro motivo: entrambi i quartieri, infatti, hanno rapidamente assunto le caratteristiche di nuove «centralità», dando corpo a un modello che a breve sarà riproposto anche altrove. «Il modo di costruire non è più lo stesso - spiega il presidente di Immobildream Roberto Carlino, uno dei più importanti imprenditori del mattone della Capitale - il tempo delle “cattedrali nel deserto” è finito. Centralità vuol dire portare sotto casa dei cittadini, anche in periferia, servizi essenziali come scuole, centri commerciali, presidi medici e collegamenti rapidi».
Quali altri progetti avete in cantiere?
«Circa 350 appartamenti a Corviale, nei pressi della Portuense, e 500 al Torrino Nord, su uno dei migliori terreni oggi disponibili. Saranno tutti immobili di pregio pensati per un ceto medio-alto. Molto più ambizioso è il piano che coinvolgerà il Laurentino: a Tor Pagnotta sorgeranno altre 3mila abitazioni, mentre ne aggiungeremo 750 a Parco Leonardo. In alcuni casi le vendite saranno aperte già dal prossimo mese».
Che vantaggi si hanno comprando in queste zone?
«In primo luogo il prezzo competitivo. Poi il fatto che si tratta di nuove costruzioni, che non hanno bisogno di interventi di ristrutturazione. Sono case chiavi in mano, basta un piccolo investimento nei mobili e chiunque, anche una giovane coppia, può trovare il proprio nido e smettere di pagare affitti. A Roma, secondo l’Istat, un immobile in locazione costa il 7% in più rispetto a Milano: è un record negativo, mentre puntare sul mattone è da sempre un buon investimento».
Il mercato dei mutui in Italia agevola queste operazioni?
«A mio parere sì, il meccanismo è collaudato. Da noi non si potranno mai verificare episodi simili a quelli americani. I subprime non avevano copertura, oltre a finanziare per intero l’acquisto davano anche un 20% in più, magari per fare un viaggio. Noi chiediamo a chi vuole acquistare di impegnarsi con un anticipo, ma permettiamo una copertura fino all’80% con una qualsiasi banca. Siamo tra i pochi infatti a non imporre ai clienti un istituto di credito specifico. In più, tali forme di finanziamento oggi sono disponibili anche per i lavoratori atipici».
Ritiene che a breve i tassi scenderanno?
«Sono fiducioso in questo senso, prevedo una riduzione di almeno mezzo punto percentuale».
E dell’emergenza abitativa cosa pensa?
«Dico che bisogna investire nell’edilizia popolare. Roma ha bisogno, come minimo, di altre 150mila case per i suoi cittadini meno fortunati».