Ecco il «pacchetto» per ridare fiato allo scalo

Incremento di frequenze: cioè più voli su una stessa destinazione. Multidesignazione: cioè l’ampliamento dell’offerta ad altre compagnie, italiane e straniere, rispetto a quelle oggi designate. Eliminazione delle restrizioni di accesso a Milano, per le compagnie che oggi possono collegare l’Italia solo attraverso la loro capitale. Sono queste le richieste che la Sea ha presentato al governo già undici mesi fa, e che riguardano i trattati bilaterali con una settantina di Paesi, 26 dei quali considerati prioritari. Alcune richieste sono già state autorizzate in via provvisoria (con la Corea, con Dubai, con la Bielorussia). Ma tutto il resto è allo studio. Ieri il governo ha spianato la strada, con un emendamento al decreto anticrisi, alla liberalizzazione di questi trattati, accogliendo sostanzialmente le richieste di compensazione per Malpensa sostenute dalla Lega. Rimandiamo alla tabella l’individuazione dei Paesi e la ragione della richiesta di rinnovo. Ma ogni Paese è storia a sé, e ci sono trattati più complicati e più semplici: ragione per cui non ci può essere alcuna previsione sui tempi, che dipendono esclusivamente dalla volontà politica. Alcune intese - fanno sapere fonti tecniche - potrebbero essere modificate con una semplice e-mail. Il decreto è stato accolto positivamente dalla Sea, che nella rimozione di molti vincoli vede la via di sviluppo di Malpensa. Non solo per l’offerta intercontinentale point-to-point, ma anche in una prospettiva di «re-hubbing» da parte di Lufthansa. Oggi la compagnia tedesca possiede una controllata italiana nuova di zecca - LH Italia - che ha titolo per utilizzare i trattati bilaterali. In altri termini, sul medio periodo è immaginabile che questa possa basare a Malpensa aerei per il lungo raggio proprio su destinazioni «liberalizzate» e di sicuro mercato: basti pensare al Giappone, al Brasile, a Hong Kong. Gli aerei verrebbero a quel punto alimentati dal network di medio raggio che viene avviato proprio in queste settimane, come primo esperimento di un progetto più ampio.
Positivo, ma anche critico, il commento dell’assessore ai Trasporti della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo: il decreto è utile e il principio della liberalizzazione è sacrosanto, dice. «Ma sventolarlo come la panacea di tutti i mali non è realistico, perché i risultati per Malpensa si vedranno solo in prospettiva, e non immediatamente».