Ecco il partito che porta a Tursi l’antica Grecia

Il leader Paolo Bertolotti: «Non siamo i seguaci di Beppe Grillo, ma è vero che a volte i comici dicono le cose più serie»

Lancio il ticket

con Biasotti
Caro «Giornale», senza tanti giri di parole mi sento di proporre per il centro-destra la candidatura di Massimiliano Lussana a Sindaco di Genova e quella di Sandro Biasotti a Presidente della Provincia. Con libertà ovviamente di eventuale interscambio di ruoli nel comune accordo tra i due. Sarebbe sicuramente un ticket assai competitivo e vincente! Che Sandro Biasotti costituisca il campione più popolare del centro-destra è un dato di fatto. Altrettanto che Massimiliano Lussana costituisca uno straordinario elemento di novità: nel periodo di intelligente conduzione della redazione genovese de «Il Giornale» ha dimostrato non solo di saper dare voce alla gente con assoluta imparzialità e di impegnarsi a fondo nella concreta risoluzione di tanti problemi ma soprattutto di nutrire un grande bene per la propria Città.
Se si vuole sconfiggere il vecchio sistema di potere delle sinistre - fatto di lobby, di clientele e di coop - che ingessa Genova insieme con le sue logore campionesse ed i suoi esangui campioncini c'è bisogno di progetti innovativi e di aria pulita e nuova. Come quella che potrebbero portare Sandro e Massimiliano che, conoscendone il valore ed anche la capacità di attrarre consensi a trecentosessanta gradi, ho pungolato, a più riprese, a scendere in campo.
A questo punto spero che gli amici della Casa delle Libertà impegnati nella pratica del surplace o ridotti a moderni Diogene con il lanternino in mano alla ricerca del provvidenziale «Mister X» da candidare desistano dai loro sforzi e si decidano a sedersi attorno ad un tavolo per valutare e dare il proprio OK a questa responsabile e concreta proposta che ho la presunzione che sia condivisa oltre che dal modesto sottoscritto anche da tantissimi altri in Città.
Un saluto affettuoso a tutti.
Gianni Plinio

Capogruppo An in Regione
Un ottimo candidato ma resti fra noi
Certamente Massimiliano Lussana sarebbe il candidato ideale alla poltrona di sindaco di Genova, ma lo sarebbe anche a quella della sua città, Bergamo, o di Trieste, di Chiavari o di Porto Venere.
Tante volte ci ho pensato, mai ho osato proporglielo, come mai? Proprio per le motivazioni con le quali egli ha declinato l’invito: ama il suo lavoro, che svolge a meraviglia, ha una bella famiglia, che merita più di ogni altro le sue attenzioni, ha tutta la vita davanti. Non voglio dire che un candidato sindaco debba essere decrepito, ma deve avere realizzato, almeno in buona parte, tutti i propri sogni, perché la politica è passione allo stato puro, è seduzione, è potere, magia, ma il rovescio della medaglia sono gli arrivisti, che piano piano allontanano i tuoi amici è la diplomazia che prende il posto del pane al pane, le strategie che, giorno dopo giorno, ti estraneano dal quotidiano.
Le capacità, l’impegno e lo slancio del cuore aiutano a vincere, ma poi rovinano la vita tua e dei tuoi cari. Per governare ci vogliono la forza, la determinazione, ma soprattutto la sicurezza della maturità, quando non si ha più nulla da perdere, perché i sogni che avevi nel cassetto li hai realizzati.
Per Massimiliano non c’è fretta, la politica saprà aspettarlo. Nel frattempo egli sta facendo molto più: sta insegnando ai suoi lettori a combattere per le proprie idee, sta costruendo, anche se inconsapevolmente, una futura classe dirigente, cittadini liberi e valorosi, che non accettano i soprusi e che non si piangono addosso. Per ora è più importante tenere accesa questa fiammella. P.S.: Cito tre esempi, che avvalorano la mia tesi: Berlusconi, Biasotti, Burrafato, non li piega nessuno!
Alla gente l’idea

non dispiacerebbe
Perché non candidare il caporedattore de «il Giornale» genovese?
Simpatico a tanta gente, molto obiettivo nei suoi giudizi, rispettato da tutte le parti, stimato certamente dal centro-destra e visto bene anche da certi componenti moderate della sinistra. Chiedete in giro, vedrete che alla gente non dispiacerebbe questa idea e risolverebbe forse tanti problemi. Pensateci.

Alfio Grilli
L’avevamo proposto

già nel marzo scorso
Carissimo Lussana, non lo so, ma forse ho battuto sul tempo il lettore Clavarino poiché già nel marzo scorso, in piena campagna elettorale, avevo cominciato a proporla come possibile candidato sindaco. Posso assicurarle che il suo nome ha subito riscosso un grandissimo successo presso i frequentatori del Point di Forza Italia di Via Fieschi e presso i simpatizzanti della Cdl da me frequentati, vale a dire quel gran numero di cittadini genovesi pronti a dare il massimo in presenza di un candidato credibile. Nel lontano 1974 la nostra città fu la prima città ad andare a sinistra: ora a noi tocca il compito del riscatto. Si tratta di una straordinaria impresa culturale (più che politica) per la quale serve intelligenza, energia, capacità comunicative ed astuzia: tutte doti che non le fanno difetto. Presto si accorgerà che siamo in molti a guardare a lei con speranza e fiducia, pronti a impegnarci per farla marciare come un treno. Non si tiri indietro.
Miriam Pastorino
Presidente associazione
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Gli elettori della Cdl

s’impegnino a fondo
Egregio Lussana, nell'apprezzare il Suo impegno per Genova e la Liguria, ritengo che anche ogni singolo elettore della Casa delle libertà debba ormai impegnarsi, in prima persona, per l'affermazione delle idee in cui crede.
Noi singoli dobbiamo scendere in campo con azioni atte a scardinare questa rete che ci sta ormai soffocando per cui - quando non basta la politica - bisogna intervenire nella vita comune con proteste mirate.
Propongo, quindi per incominciare, di omettere il pagamento del canone d'abbonamento RAI , quale primo esempio di «democrazia diretta» che il 50% degli italiani può porre in essere di fronte ad un Ente fazioso e di regime.
Con i più distinti saluti.
Roberto Mauro
Lei è uno dei pochi

che può farcela
Caro Lussana, avendo letto il suo fondo di oggi, vorrei aggiungere che anch'io la vedrei molto bene quale candidato a sindaco di Genova. Capisco benissimo la sua reticenza a lasciare una professione bella come la sua, perché anch'io sono dominato come lei dal demone della scrittura, ma vuole mettere cosa significherebbe portare un contributo decisivo a far uscire Genova dall'asfissia progressiva e ormai sull'orlo dell'irreversibilità a cui è stata condannata da 35 anni di governo della sinistra? Pensi cosa significherebbe anche per lei fare questo percorso: vincere le elezioni (perché lei, a mio avviso, è uno dei pochi che può farcela, perché è ormai conosciuto come persona valida in molti settori, senza escludere la dote della simpatia personale), rimettere in sesto le sorti di una città in piena decadenza come la nostra e porre le premesse per una sua rinascita, poi, trascorsi i cinque anni canonici, affidarla a un successore perché continui il lavoro da lei iniziato e tornare in trionfo alla sua (più) amata professione. Una bella pausa - non crede? - per un giovanotto con una lunga carriera davanti a sé come lei. Eventualmente, qualora questo sogno non dovesse realizzarsi, sarebbe molto più utile alla città - né a lei nuocerebbe certo - continuare a fare il giornalista nella posizione di maggior eletto dell'opposizione. Ci pensi su almeno un momento. Io comunque farei tutto quello che è nelle mia possibilità per sostenerla. Grazie ancora e molti cordiali saluti.
Dionisio di Francescantonio
La persona che può unire il centrodestra
Lussana for Sindaco. Caro Massimiliano, il tuo fondo di mercoledì è stata la cosa più sentita fra tutto quanto è stato scritto riguardo al tema del Sindaco di Genova. Il ragionamento fatto dal giornalista di Radio 19 ha una logica molto forte.
In fondo sei tu la persona, sopra le parti, che potrebbe unire il Centrodestra. Su di te non ci sono preclusioni da parte di nessuno di «importante» né, soprattutto, da parte di quel variegato mondo che è il popolo moderato. La tua sarebbe una candidatura logica in un'ottica di rispondere al grido che viene dall'elettorato del centro destra.
Molto più logica della ricerca, spasmodica, di nomi nello schieramento avversario. Questo senza nulla togliere ad una persona seria e preparata come l'onorevole Zara. Persona seria e quindi non «buona per tutte le stagioni».
Da semplice «peone» della politica posso solo dire che mi è di difficile comprensione il tentativo di entrare in contenitori che snaturino la nostra idealità.
Avrebbe un senso se si pensasse che bisogna «salvare il salvabile». Pensiero che non può appartenere a chi, come me, pensa che lo scopo di un'aggregazione politica è lottare per vincere ovunque... sia che si parli di Rapallo, sia che si parli di Genova o di Arenzano. Questo senza mai cadere nella tentazione di mimetizzarsi e di tradire le speranze e le attese della nostra gente.
Enrico Cimaschi
È vero, abbiamo

già vinto le elezioni
Caro Massimiliano Lussana,
sono perfettamente d'accordo con Te che «abbiamo vinto le elezioni» noi amici de Il Giornale Tu che lo dirigi e noi che lo leggiamo e qualche volta partecipiamo.
Per quelli come noi che credono negli ideali, nella politica, che sono contro l'arroganza del potere, che credono e rispettano le Istituzioni, che pagano tutte le tasse, che rispettano tutti gli obblighi imposti da una società civile, che rispettano la legge, che non offendono gli avversari politici, questa vittoria può anche essere sufficiente anche se semplicemente virtuale.
Quanti siamo? E quindi non basta.
E per tutti gli altri cosa facciamo?
Non possiamo esimerci dal fare qualche cosa per Pericu,per la Vincenzi, per Margini, per Zara,per Prodi, per Pecoraro Scanio, per Garrone, per la Giuliani, per Diliberto, per D’Alema e forse anche per qualcuno molto più vicino a noi.
Queste persone hanno bisogno di noi.
Quindi dobbiamo continuare a combattere e non dire che abbiamo vinto.
Questo trafiletto non vuole essere offensivo per nessuno ma riprende a Suo modo l'intervento di oggi dell'amico Gian Luca Fois e la Sua tristezza più che giustificata.
Beppe Damasio

Momento Liberale
Spiegate ai genovesi

cos’è la sinistra
Caro Massimiliano, appena ritornato dal Brasile di prima mattina, come antipasto di vita genovese, ho letto con piacere il tuo editoriale «Centrodestra sì, ma un po’ di sinistra».
Condivido la filosofia e le argomentazioni alla base dell tua analisi. A convalida di quello che dici non ti nego che se solo potessi mi candiderei come sfidante della Vincenzi...
Parlare «alla sinistra ed ai ceti moderati»... ed ai ceti popolari...". Sta tutto lì il nocciolo della faccenda.
Spiegare ai genovesi che è ormai da molto tempo che sono nelle mani della più sofisticata e presuntuosa sinistra radical chic. Una forma di potere autoreferenziale che con i problemi della gente ha poco a che fare. Quel particolare tipo di sinistra (la più forte e nutrita espressione in Italia) raffinata che ti squadra dall'alto verso il basso dove conta solo apparire e non essere.
Bene, chi glielo dice ai genovesi?
Buona serata
Gian Luca Fois
Una grande famiglia

e una fucina di idee
Caro Massimiliano,
«il Giornale» non è solo una grande famiglia fatta da lettori, giornalista e qualche esponente politico della C.d.L. di buona volontà, ma è anche una fucina d'Idee, una piattaforma morale pulita e trasparente in cui tutti ci riconosciamo, un piccolo grande popolo di chi ancora crede nella Libertà. Di questo universo alternativo Tu indubbiamente rappresenti la punta di diamante sia per il ruolo direttivo che ricopri, sia e soprattutto per i Valori che trasmetti attraverso i Tuoi articoli. Allora perché non trasformare in un serio progetto la proposta di essere tu il candidato del Centro-Destra? perché non stanare chi sta perdendo tempo in inutili bizantinismi? Se c'è bisogno di un volto nuovo (e pulito), di un uomo fuori della nomenclatura, ma in grado di sostenere confronti e dibattiti quello sei tu. Pensaci seriamente. Sin da ora puoi contare sul mio appoggio.
Giuseppe Murolo
Consigliere Comunale An