«Ecco perché da anni non volo con Alitalia»

(...) provvedeva a distribuire uno striminzito pasto in fretta e furia e altrettanto in fretta e furia si è prodigato nel ritiro dei vassoi. A tempo di record (diciamo intorno all’1 di notte) i passeggeri erano stati rifocillati.
Dopodiché (e vi garantisco che non mi era e non mi è mai capitato di vedere una cosa analoga in un altro volo) tutto il personale (meno i piloti, o almeno voglio augurarmelo) è letteralmente sparito fino alla mattina successiva lasciando tutte le luci accese. Dove diavolo erano spariti? Semplice: le ultime file dell’aeromobile erano state separate da una tenda che solitamente viene utilizzata per dividere la classe business da quella economy, e Hostess e Stewart si sono rifugiati dietro tale paravento a dormire! L’indomani, visto che tutti gli occupanti dell’aereo erano inferociti, il personale ha risposto candidamente che l’accordo sindacale prevedeva un certo numero di ore di riposo ogni tot ore di lavoro e che quindi avevano diritto di dormire. Lasciando tutti i passeggeri al loro destino. Mi domando: non potevano fare dei turni? La luce invece era rimasta accesa per un guasto tecnico (???). Non potevano ripararlo prima di partire? Questo è stato l’episodio più eclatante, ma durante le tante trasferte Genova Roma e viceversa ho vissuto altre decine di aneddoti tutti caratterizzati dalla maleducazione e dall’arroganza.
Ho quindi salutato con entusiasmo la liberalizzazione del mercato e la nascita di molteplici compagnie aeree. In particolare l’avvento delle compagnie low cost che hanno cambiato radicalmente il modo di volare (ricordo ancora la prima volta che ho volato con Ryanair da Genova a Londra, con un apparecchio nuovo fiammante tutto lucido dove ho speso circa 50mila lire andata e ritorno contro le 700mila che ci volevano con British Airwais sui suoi vecchi apparecchi). Ho anche assistito al fallimento della Swiss Air (con mio grande disappunto perché dava un servizio a Genova fenomenale con i suoi comodissimi Saab 2000 dalle comode poltrone in pelle che collegavano la nostra città con l’hub di Zurigo e da lì il resto del mondo che è stato poi soppresso) e alla nascita della Swiss.com. Gli svizzeri, con teutonico rigore, hanno preferito far fallire la loro compagnia di bandiera e costituirne una nuova pur di non dover rischiare (come è successo in Italia) uno stillicidio continuo di denaro pubblico per cercare di salvare l’insalvabile. Se fosse stata intrapresa la stessa strada nel nostro Paese probabilmente oggi avremmo una Compagnia competitiva e dinamica (la professionalità sicuramente non ci manca) che potrebbe competere con le altre compagnie del mondo.
In conclusione, sono di quelli che sono contenti della definitiva (spero) fine dell’emorragia di capitali pubblici per alimentare una compagnia gestita in modo scellerato e per l’avvento del libero mercato aeronautico (e non solo di quello). Ovviamente non sono assolutamente contento per i lavoratori, che pagano un prezzo troppo grosso per colpe non sempre loro (certo, decine di scioperi che hanno costellato gli ultimi trent'anni della loro storia non è che li abbiano resi tanto simpatici ai loro concittadini...). Ma c’è un ma. E grosso. Ho cominciato a rendermene conto l’anno scorso. Ryanair (cito loro, perché utilizzo spesso tale compagnia per andare a Londra in quanto mia moglie è inglese) ha cominciato piano piano ad inserire nuove regole che hanno comportato la lenta ma inesorabile crescita dei prezzi. Hanno inserito il limite di 15 chili dei bagagli (oltre si paga, e salato, un tanto al chilo) contro i classici 20, hanno inserito la Priority Card (un costo aggiuntivo sul biglietto che permette di non fare la coda alla partenza – ma visto che costa «appena» 10 euro un sacco di gente l’acquista e quindi si sta nella coda formata da quelli che l’hanno acquistata) e hanno fatto lievitare i prezzi dei biglietti specie in prossimità della partenza.
Prenotando con largo anticipo è possibile pagare anche pochi euro, il giorno prima della partenza mi è capitato di pagare un Genova Londra e ritorno più di 400 euro! E questo perché è successo? Quasi certamente perché British Airways, viste le tariffe di Ryanair, aveva abbandonato lo scalo genovese. E Ryanair si era ritrovata ad essere l’unica compagnia di collegamento su Londra da Genova. Un altro esempio: in questi giorni un mio collega, che doveva andare a Roma, ha prenotato con Air One un biglietto Milano Roma. Costo: 447,44 euro! (il costo fino a qualche giorno fa era di circa 120 euro).
Quindi va benissimo il libero mercato, ben venga la fine della gestione scellerata di Alitalia, ma occorre vigilare affinché non ci sia chi ne approfitta per lucrare ancora una volta sulla pelle dei cittadini.