Ecco perché Biasotti deve candidarsi sindaco

Perché Biasotti proprio oggi deve essere il candidato del centro destra a Sindaco di Genova? La decisione del centrosinistra di candidare Marta Vincenzi appare quella di miglior buon senso, e ricompatta lo schieramento dell'Ulivo visti i sondaggi che la danno vincente al primo turno contro tutti, mentre gli altri candidati, ovvero Mario Margini e Stefano Zara rischiano il ballottaggio e considerando che l'attuale momento congiunturale per la coalizione dell'Unione a livello nazionale risente fortemente dello scontento di una finanziaria sciagurata la scelta di un candidato «forte» li mette al riparo da qualsiasi rischio.
1. Allora vista la situazione di una sconfitta certa quale migliore occasione per accendere un enorme credito verso i partiti del centro destra per il candidato Biasotti che intende poi proporsi per le regionali del 2010.
2. Se egli oggi rifiuta di immolarsi per la causa «Comune di Genova» avendo detto no nel momento del bisogno, non è detto che nel 2010 possa essere accettato dal maggior partito di opposizione ovvero Forza Italia come candidato per il centro destra anche se altri nomi importanti in giro al momento non ce ne sono.
3. Certo Biasotti sa che con la Marta Vincenzi perderebbe ma proprio in virtù dei suoi personali buoni rapporti con la eurodeputato potrebbe mettere in crisi l'ala moderata del centrosinistra giocando tutto sulla differenze che esistono dentro il centro sinistra stesso. Inoltre non è detto che una buona parte di elettorato moderato, che non si riconosce nello schieramento dell'Ulivo e alle scorse politiche ha creduto in Prodi, possa votarlo.
4. Perdendo apparirebbe come l'agnello sacrificato sull'altare di una competizione impossibile ma se riuscisse in virtù della sua grande comunicatività a sfiorare il ballottaggio o perdere di poco sarebbe il vero trionfatore della contesa elettorale; in più avrebbe come capo dell'opposizione da oggi fino al 2010 o riflettori, dei media su di lui. Anche Davide era piccolo contro il gigante Golia ma vinse… e Castellaneta insegna…
5. Nel tempo che dovesse trascorrere a Tursi avrebbe modo di riproporre la sua immagine come candidato alle regionale e nel contempo «sfrugugliare» la maggioranza che si troverebbe a gestire l'eredità Pericu che presenta non pochi problemi economici. Vincenzi vincerebbe le elezioni ma poi dovrebbe governare con una coalizione dove una parte dei DS e Marginiana e non dovrebbe fare i conti con un Consiglio Comunale sicuramente più rissoso e invidioso.
Ma la domanda da porsi è la seguente: ha voglia Biasotti di impegnarsi a tempo pieno nella politica amministrativa? Perché essere in Comune non è come essere in Regione dove si legifera. Invece amministrare un Comune vuol dire affrontare i problemi amministrativi in particolare di una città conflittuale e litigiosa e piena di problemi come Genova. In politica bisogna dare…. per ricevere… e per raggiungere la Terra Promessa bisogna attraversare il Mar Rosso separando le acque.
Genova

Su questo, e solo su questo, concordo, caro Bruzzone: di attraversare il Mar «Rosso» si tratta, per vincere alle prossime amministrative di Genova. Un mare sinistro, sempre in bonaccia quando c’è da far viaggiare i progetti indispensabili alla città, ma anche pronto ad agitarsi per inghiottire i naviganti più navigati dell’«altro» mare (e spesso anche quelli che navigano nello stesso mare: ad esempio, non sarei così sicuro sull’incarico dei Ds a Marta Vincenzi). È per questo che Biasotti, che tutti riconoscono navigato, non vuol lasciarsi incantare dalle sirene. E nemmeno, per quanto lo conosciamo, ha voglia di immolarsi, di fare l’agnello sacrificale, di esplorare i mari del bizantinismo politico-partitico: lui è di quelli che De Coubertin... Lui vuole vincere, altro che giocare a perdere! Come invece vorrebbero i suoi nemici e anche qualcuno che si definisce pubblicamente suo amico.
\