ECCO PERCHÉ ERO IN PIAZZA

Caro Massimiliano Lussana, per mio carattere sono sempre disponibile ad ascoltare gli altri, sia gli amici che mi danno consigli, sia persino gli avversari che mi attaccano ma con i quali occorre democraticamente confrontarsi. Ma sulla Festa del 25 Aprile proprio non ci sto! Chi mi conosce sa che sono aliena dalla retorica e dalle strumentalizzazioni dei valori, soprattutto se candidata in campagna elettorale.
La mia presenza alla Cerimonia tradizionalmente organizzata dal Comitato Provinciale della Resistenza della provincia di Genova ha rappresentato semplicemente una testimonianza personale sulla condivisione dei valori della nostra Resistenza, quale momento di unità di un popolo e di lotta corale contro l'occupazione nazista e la dittatura fascista. Valori di libertà, di democrazia, di civiltà, di giustizia sociale sui quali è fondata la nostra Costituzione, che per loro natura sono indivisibili, appartengono a tutti, senza appropriazioni di parte e senza pretese di escludere. Questo era il senso della mia presenza alla cerimonia del 25 aprile come momento di unità e di coerente testimonianza personale (e non elettorale, come ho voluto correttamente chiarire). E francamente non mi interessa fare polemiche politiche né parlare del centro-destra.
Il riconoscimento del contributo dei militari Alleati caduti per liberare l'Italia è nella nostra memoria e non va rimosso: troppe volte ce ne dimentichiamo soprattutto nei confronti degli Stati Uniti! Ma non è certamente il mio caso. Infine la verità, la giustizia e la pietà che spesso mancano quando la Resistenza è vista con occhi di parte. Pietà per chi è caduto dalla parte sbagliata, giustizia per chi é stato vittima innocente di atrocità nella guerra civile italiana, verità storica per tutti e non solo per una parte.
Questi valori io preferisco testimoniarli con la presenza.
*candidata presidente della Cdl per la Provincia di Genova