Ecco perché Garlasco è il giallo dell’estate

La provincia perfetta; dove c'è tanto verde, dove ci si conosce tutti. Dove i visi che vedi in strada sono quelli di tutti i giorni, dove la gente lavora sodo e la domenica fa la grigliata in giardino. Dove si sta bene. In un contesto ideale, due giovani altrettanto perfetti: facce pulite, vita casa e studio.
«Quando l'orrore travolge una realtà di questo tipo, non c'è modo di sfuggire alla morsa delle telecamere». Questa la sintesi delle spiegazioni date dai maggiori giornalisti televisivi interpellati sul fenomeno Garlasco e sull'attenzione che la vicenda ha ricevuto finora dai media. Da Matrix a Porta a porta, tutti concentrati nel disquisire della morte di Chiara, nel condannare il procedere lento delle indagini, alternando ai primi piani della vittima le domanda agli psichiatri, cercando una spiegazione razionale per la violenza assurda che ha spezzato la tranquillità perfetta della provincia pavese. Siamo di fronte a una nuova Cogne?
«Non vedo molti punti di contatto con la vicenda di Annamaria Franzoni - ha dichiarato Bruno Vespa -. Né se consideriamo il delitto in sé né prendendo in esame l'iter fino a ora seguito dalle indagini. Certamente il delitto presenta numerosi aspetti di interesse per il pubblico: la normalità apparente che circondava la vita della vittima e del suo fidanzato, e il fatto che il delitto sia avvenuto in un piccolo centro. Va comunque ricordato - ha sottolineato - che i primi a dare risalto alla vicenda sono stati i quotidiani». A dare ai giornali il merito (o la colpa) di aver fatto di un delitto (certamente terribile, ma pur sempre un omicidio come ce ne sono tanti) «il caso dell'estate», anche Enrico Mentana: «Nei giorni successivi all'assassinio (13 agosto ndr) Garlasco fu invasa dai neristi dei quotidiani di tutta Italia perché non c'era nient'altro da scrivere. E così anche quest'anno abbiamo avuto il nostro delitto dell'estate». «L'attenzione del pubblico per questa storia - ha commentato David Parenzo, giornalista e conduttore del salotto serale di Telelombardia - risiede principalmente nei personaggi coinvolti. Belli, tranquilli, immersi in un contesto idilliaco. Si tratta di un Twin Peaks all'italiana. Non c'è da stupirsi che le televisioni vi dedichino tanto spazio». «Quello di Garlasco ha tutti i connotati del male che fa più paura, di quello che può colpire dovunque - ha commentato Franco di Mare, che dagli schermi di Unomattina ha trattato più volte l'omicidio di Chiara -. Importante poi nel fare della vicenda un caso mediatico nazionale il ruolo svolto dai comprimari, prime fra tutti le gemelle Cappa, due vittime della televisione anche prima che Chiara fosse uccisa».