Ecco perché mi viene voglia di vergognarmi per essere italiano

Gentile direttore, mi rendo contro che il titolo di questo mio intervento («Vergognarsi di essere italiani») potrà sembrare ad alcuni eccessivo, ma lo sdegno e la rabbia che la vicenda di piazza Alimonda hanno generato in me sono troppo grandi.
Il giorno in cui Carlo Giuliani ha perso la vita io mi trovavo a Genova a Palazzo Doria Spinola per lavoro, proprio nel contesto del G8 e ho potuto vedere con i miei occhi le violenze e la distruzione che molti di quei giovani hanno commesso.
Vetrine di negozi distrutte, macchine di onesti cittadini bruciate, cassonetti incendiati sono solo alcune delle violenze attuate da quegli incivili che a ciò si erano da tempo preparati con grande determinazione e volontà.
Determinazione e volontà di ledere libertà e diritti altrui, ma soprattutto di nuocere fisicamente a quanti a ciò si sarebbero opposti. È in questo contesto che la morte di Giuliani va analizzata. La morte non di un cittadino onesto, non di un povero ragazzo rimasto vittima di chissà quale incidente, bensì di un violento che in quel momento, con grande determinazione, cercava di ledere l’incolumità fisica di carabinieri preposti alla tutela dei nostri diritti e delle nostre libertà.
Collocare un cippo a ricordo di Giuliani in quella piazza sarebbe vergognoso!
Se le persone che hanno promosso questa assurdità sono cittadini italiani bene allora io mi vergogno di essere tale.
Concludo esprimendo la più sincera solidarietà a tutti i cittadini indignati e a tutte le forze di polizia prese in giro per l’ennesima volta da una decisione assurda e vergognosa.
consigliere Ass. Naz. CC Chiavari
già candidato di An al Consiglio Regionale