«Ecco perché non abbiamo potuto prenderci cura delle rondinelle»

Chiediamo ospitalità in merito all’articolo pubblicato dal Giornale del 20 giugno scorso, dal titolo «Animalisti? Sì, ma solo durante l’orario di ufficio», per una doverosa precisazione. L’Ente nazionale protezione animali svolge la sua attività a tutela degli animali sin dal 1871, attività tutte a titolo di volontariato e in quanto tali soggette alla disponibilità dei volontari stessi, a prescindere da orari e festività. Non è stato possibile accettare le rondini per un duplice motivo, il primo dettato dalla normativa nazionale che vieta la detenzione di fauna selvatica, se non presso centri di recupero autorizzati come quello Lipu di Roma, il secondo dettato dal buon senso in quanto i nostri uffici di via Terni 42 in Roma non sono attrezzati per la detenzione di uccelli e la presenza di quattro gatti soccorsi e ospitati presso i nostri uffici in attesa di adozione avrebbe creato ai piccoli uccelli una situazione di stress per la presenza sicuramente avvertita di un loro predatore naturale. Il suggerimento di rivolgersi presso un centro specializzato e autorizzato ci è sembrata la soluzione migliore oltre che l’unica possibile. Ribadiamo la nostra disponibilità ad aiutare i cittadini nella tutela degli animali nei limiti delle nostre capacità e possibilità, come del resto abbiamo sempre fatto.(Presidente Enpa)
_________________
Nulla da eccepire se non che la lettera della senatrice Rocchi - per quanto “doverosa” dal suo punto di vista - più che “precisare”, conferma sostanzialmente (perfino nei dettagli) quanto raccontato dal nostro lettore Giampiero Castellotti sul Giornale del 20 giugno scorso. E cioè, che le rondini non sono state accettate perché negli uffici dell’Enpa c’erano dei gatti.