«Ecco perché propongo il patto su pochi temi di emergenza»

(...) sulla difficoltà dell'alleanza a sinistra, per ovvie ragioni ideologiche, ad individuare e realizzare scelte coraggiose.
In quel contesto e di fronte alla situazione della città mi è parso di buonsenso affermare che non mi sarei tirato indietro se su alcuni punti indispensabili ci fossero delle intese trasparenti e preelettorali, su temi straordinari, come il lavoro ed in particolare quello giovanile, la viabilità, la sicurezza, in modo da assicurare a chiunque si aggiudichi la vittoria elettorale la forza dei numeri per realizzare quanto indispensabile.
Basti pensare alla Gronda che avrebbe dovuto essere realizzata da anni ed è ancora sulla carta, lasciando il ponente isolato dalla città, la tragica alluvione di poche settimane fa e la vicenda del Gruppo Malacalza costretto a migrare a Spezia per impiantare una nuova importante azienda.
In un momento come questo con le turbolenze finanziarie che sono ancora lì da vedere, (turbolenze che i fatti si sono incaricati di dimostrare non erano affatto colpa di Berlusconi, lo spread ne è testimone), Berlusconi con grande senso di responsabilità, da vero statista e senza essere sfiduciato da nessuno, ha deciso per il bene del Paese di consentire un allargamento della base Parlamentare per meglio affrontare la crisi. Considerando che Genova assomma alla situazione di difficoltà nazionale ed internazionale anche quella peculiare locale, (l'indebitamento del Comune è da capogiro) ebbene se le forze politiche più responsabili che attualmente sono maggioranza in comune e la sinistra riformista genovese, facessero un gesto di apertura per senso di responsabilità verso questa magnifica città, il centro destra non dovrebbe essere da meno. La mia è dunque una «provocazione» sul tema così posto e se mai si sviluppasse spero si possa aprire un dibattito nel partito, magari nella Città, ricordando prima di tutti a me stesso, che le opinioni differenti sono una ricchezza se stanno sulla stessa barca e se ricondotte in amicizia alla logica di remare tutti dalla parte dove la maggioranza decide di andare.
Se invece gli slogan prevalgono sul buonsenso allora articolare qualunque ragionamento diventa difficile.
Un caro saluto e ancora auguri di buon anno.
*coordinatore regionale Pdl