«Ecco perché puntiamo sul calcio»

Il progetto si inserisce con quanto già avviato dal comune sul fronte della raccolta differenziata: «Il comune sta puntando, dal punto di vista politico, ambientale e anche con sforzi economici, all’innalzamento della raccolta differenziata» - ha detto Fabio De Lillo, assessore comunale all’ambiente - «Si tratta di un fatto culturale, che naturalmente può essere veicolato in modi diversi, uno di questi è il calcio. Il fatto di poter avere entrambe le squadre impegnate su questo fronte, ci permette di fare una promozione importante: a Roma la raccolta differenziata è pari al 17,5% rispetto agli standard europei, cui puntiamo, che viaggiano attorno al 35%. Per questo partiremo in 10 quartieri con la raccolta differenziata porta a porta, già 3, Trastevere, Torrino sud e villaggio Olimpico, sono serviti in questo modo. Puntiamo con questi 10 quartieri a servire circa 110mila abitanti, innalzando al 77% la percentuale della raccolta differenziata. Entro la fine del mandato vorremmo liberare Roma dai cassonetti e servirla con la raccolta differenziata». Sono intervenuti, il direttore generale A.S. Roma, Daniele Pradè, in vece della neomamma Rosella Sensi, Antonio D’Alì, presidente della commissione ambiente del Senato, Piero Perron, presidente Conai.