Ecco perché il rame è così ricercato

Tra le ipotesi sulle cause del rogo alla stazione Tiburtina, quella per
ora più accreditata è che a scatenare l'incendio sia stato un corto
circuito avvenuto dopo il furto di cavi elettrici. Nel mirino dei ladri
ci sarebbe stato quindi il rame di cui i cavi sono composti. I ladri di
rame in genere raccimolano questo metallo talmente ambito e
costoso da essere definito "oro rosso" in cimiteri, chiese,
zuccherifici, industrie ma soprattutto linee
ferroviarie

Tra le ipotesi sulle cause del rogo alla stazione Tiburtina, quella per ora più accreditata è che a scatenare l'incendio sia stato un corto circuito avvenuto dopo il furto di cavi elettrici. Nel mirino dei ladri ci sarebbe stato quindi il rame di cui i cavi sono composti. I ladri di rame in genere raccimolano questo metallo talmente ambito e costoso da essere definito "oro rosso" in cimiteri, chiese, zuccherifici, industrie ma soprattutto linee ferroviarie.

Vasi, tettoie e addirittura crocifissi divelti dalle tombe nei cimiteri in Toscana e in Puglia, ma anche grondaie di palazzi e di chiese, smontate e portate via per essere rivendute o riutilizzate sul mercato illegale. Il rame d'altronde - metallo di base utilizzato nell'edilizia, nei trasporti, nell'elettrotecnica e nell'industria - è considerato il miglior conduttore elettrico, dopo l'argento. Non solo: è resistente alla corrosione, robusto e flessibile e può essere riciclato al 100% senza perdere le sue capacità.  

 Diventa quindi ambitissimo sul mercato clandestino dove un chilo di "oro rosso" può arrivare a costare fino a 10 euro e comunque non meno di 7. Stando ai dati resi noti dalla polizia, i furti di rame in Italia sono raddoppiati rispetto a un anno fa e il fenomeno sta diventando sempre più preoccupante anche perché le quotazioni di questo metallo sono salite moltissimo. Oggi una tonnellata arriva a costare anche 8mila euro.

Stando a quanto riporta il mensile Polizia moderna, il più ricercato a livello di qualità e purezza è il rame della Rete ferroviaria italiana che per questo è anche il più rubato. Le regioni maggiormente colpite sono Piemonte, Lazio e Campania e in particolare la tratta Torino-Milano e quella dell'alta velocità Roma-Napoli. Molto battute anche le linee Torino-Pinerolo, Caserta-Napoli, Roma-Formia e Roma-Cassino.

Sui binari morti, negli scali ferroviari in disuso, ma anche sulle linee dove ogni giorno passano migliaia di treni, merci e passeggeri. È qui che agiscono, di notte - più o meno indisturbati - i ladri di rame, con tronchesi in mano e zainetti in spalla. I danni provocati alle ferrovie italiane da questi furti ammontano all'incirca a tre milioni di euro all'anno per non parlare dei forti disagi provocati ai passeggeri, principalmente ritardi o blocchi sulla linea.

Per quanto riguarda la sicurezza fisica di chi prende il treno si può stare tranquilli: non c'è pericolo di incidenti. La sottrazione dei cavi di rame, infatti, fa scattare i meccanismi di sicurezza che interrompono il circuito, bloccando la corrente e quindi la linea, per il tempo necessario alla riparazione dei guasti.

Così sempre più spesso, nel buio, uno strano luccichio si presenta all'improvviso agli occhi degli agenti della polizia ferroviaria che controllano i binari: sono le trecce tagliate di netto di un cavo appena rubato. E' difficile cogliere i ladri in flagranza di reato. Sia perché la linea ferroviaria si estende per più di 16 mila chilometri e sia perché al ladro basta più o meno un quarto d'ora per tirare su un po' di rame e sparire nel nulla.