Ecco perché Riccardo rischia la radiazione

da Digne-Les-Bains

Rischia grosso Riccardo Riccò. Secondo fonti molto vicine al palazzo Coni, il corridore modenese, che ieri attorno a mezzogiorno è tornato a casa (a Formigine) per riabbracciare mamma e papà dopo aver consultato telefonicamente l’avvocato Federico Cecconi, rischia la radiazione. Il perché di questo provvedimento che va contro una logica che vuole una squalifica di due anni è data da una «positività reiterata e continuativa» durante il Tour, e oltre a questo Ettore Torri, capo della Procura Antidoping del Coni, gli contesterà «il metodo proibito» (flebo), visto e considerato che è stato trovato anche in possesso di sacche, siringhe e appunto attrezzature per flebo, vietate dai regolamenti Wada. Ieri Riccò è rientrato a casa, a Formigine: «Non auguro neanche a un cane quel che sto passando io. Avevo toccato il cielo con un dito, adesso è dura. Aspetto le controanalisi».
Di Piepoli al momento non si sa ancora nulla. Dall’Agenzia dell’antidoping francese (Afld), non sono arrivate ancora comunicazioni ufficiali, ma pare sia solo una questione di ore. È invece una questione di giorni, la permanenza nel ciclismo della Barloworld: la multinazionale sudafricana ha deciso di ritirare la sponsorizzazione al termine del Tour. A sua volta, Duenas, corridore spagnolo, positivo all’Epo, ha accusato il medico di squadra, Losa, di avergli fornito prodotti dopanti. «È pacifico, tranne che per le autorità spagnole, che la Spagna è la piattaforma del doping europeo, per tutti gli sport», ha sentenziato Gérard Guillaume, medico della Francaise des Jeux in un'intervista al quotidiano francese L'Humanité. Ben più pesante una tivù tedesca: «Un'università spagnola offre consigli ai ciclisti per aiutarli a nascondere il doping». L'accusa è mossa da Westdeutsche Rundfunk, che chiama in causa l'ateneo dell'Extremadura, con sede a Caceres. «Una mail è stata inviata a più di 10 corridori professionisti. Si propongono di realizzare, attraverso l'analisi delle urine, un profilo completo relativo all'utilizzo di sostanze illecite».