Ecco perché Rixi sarebbe davvero un sindaco ideale

Mi riferisco all’interessante articolo del 27 settembre dedicato ad Edoardo Rixi. Caro Lussana, con il tuo intento di presentare ai tuoi lettori su Il Giornale i vari papabili candidati a sindaco di Genova in corsa per il centro destra questa è la volta di un leghista, un puro leghista - e vado subito al dunque - che potrebbe essere paragonato, accostato per comunità di intenti, di scelte e soprattutto di caratteristiche personali, ad un Cota del Piemonte o ad un Tosi del Veneto.
Rixi si fa paladino di alcune vedute di programma che tu dici di non condividere - possono essere opinabili o meno, non voglio entrare nel merito - anche se ritengo che delle ricchezze come la Fincantieri ed i cantieri di Sestri Ponente siano stati, sono e saranno nonostante tutto un valore aggiunto, una risorsa da sfruttare nel migliore dei modi. Penso che sia una questione di passività e di interazione di fronte agli eventi per cui arrendersi in partenza prima di lottare ci fa essere già perdenti. E' un concetto questo che rientra anche nel discorso della portualità genovese che non verrà mai migliorata ed incrementata nei traffici se non verrà mai messo in atto il cosiddetto Terzo Valico, un'infrastruttura ed un tramite che possa permettere di sviluppare anche il traffico intermodale allargando sempre più il campo al porto.
Credo che Genova necessiti di una forza politica anche singola, rappresentata non solo da un partito ma anche magari da un solo candidato, una sola mente piuttosto geniale - il riferimento al Piemonte ed al Veneto è di nuovo un must - che abbia il coraggio di metterci la faccia, la grinta, la voglia, la determinazione di lavorare, grazie all'esperienza maturata nel tempo, con la gente e per la gente, per i propri concittadini.
A Genova tutto questo deve essere fatto a livello rivoluzionario in quanto si dovrebbe sradicare tutto il conservatorismo d'antan a cui sono legati non solo tutti i partiti di destra o di sinistra ma anche gli stessi genovesi con una mentalità poco aperta al cambiamento, all'idea di una svolta. Occorre essere rivoluzionari nel convincere i genovesi che il loro mugugno costante non dovrà essere limitato a se stesso ma risolto con un obbiettivo ultimo, quello di migliorare le cose per riuscire a debellare una volta per tutte questo mugugno. In tutti i campi, se ci si lamenta significa che si vorrebbe migliorare lo stato delle cose presenti e quindi significa altresì lavorare, fare dei sacrifici, sgobbare per trovare delle possibili soluzioni. Tutto tranne l'inerzia e la passività.
Ebbene, credo che Rixi rappresenti proprio questa voglia di cambiamento, egli stesso parla di «rivoluzione», dimostra di non voler più stare all'opposizione e di perdere, ma intende vincere finalmente.
Queste sono parole grosse ma importanti su cui il genovese doc dovrebbe riflettere soprattutto se tali parole sono seguite ed accompagnate dai fatti, dagli esempi concreti che in Rixi non mancano assolutamente. Tu stesso, caro Massimiliano, ci hai ricordato che il capogruppo del Carroccio in Regione ha rinunciato alla Camera per restare in Liguria e nella sua amata Genova.
Queste scelte ed iniziative dovrebbero essere premiate con senso di riconoscimento, stima e fiducia verso una persona giovane e molto promettente. Insisto, è su questo muro di gomma che occorre lavorare alacremente e credo che Edoardo Rixi sia l'uomo giusto per farlo. Basta decidere di credere in lui.