Ecco perché la sinistra perde e Parisi ha già vinto

di Giannino della Frattina

La verità è che, comunque vada la sfida di domani, a vincere è già stato il centrodestra di Stefano Parisi e a perdere è il centrosinistra di Giuseppe Sala. Il miracolo vivente griffato Expo, scelto dal premier Matteo Renzi per vincere passeggiando a Milano e che si ritrova invece oggi a raccattare tutti i vecchi rottami per cercar di evitare una sconfitta che sono già in molti a pronosticare.

Il motivo? Negli anni luce di distanza da quell'entusiasmo euforico che aveva ubriacato solo cinque anni fa i seguaci di Giuliano Pisapia e della sua rivoluzione arancione. Sembrava sorto un nuovo astro, inaugurata una nuova era, roba da far invidia a qualunque politico. A festeggiar la vittoria, i sinistri di tutti i tipi esultavano vestiti di arancione (perché il rosso è meglio nasconderlo ché non va più di moda) per una Milano liberata dai grigi (dicevano loro) vent'anni di centrodestra. E la certezza era di venti, se non di più, in mano loro. Non è andata così. L'astro Pisapia è già tramontato e la sinistra si ritrova, diciamo così, con i glutei a terra. Perché la parola d'ordine in quei mondi che esultavano per l'ascesa di Pisapia, oggi è «turiamoci il naso e votiamo Sala». Che è uguale a Parisi e con noi di sinistra non c'entra nulla, ma in fondo è meglio dei leghisti e dei fascisti. E, infatti, un politico onesto come il candidato sindaco al primo turno e anima storica della sinistra come Basilio Rizzo, ha già detto che voterà Sala perché «al secondo turno non si decide chi deve vincere, ma chi far perdere».

Ecco. Agli elettori di sinistra verrebbe da chiedere, ma perché invece di turarsi il naso e votare Sala che proporrà una giunta di «usato sicuro» con Majorino, Maran, Rozza, Balzani e De Cesaris, non provare qualcosa di nuovo? In fondo Parisi nasce socialista e il suo pedigree è ben più a sinistra di Sala. E la sua serietà di manager potrebbe garantire una buona giunta, magari più tecnica che politica. Il suo programma? «Meno Stato, meno burocrazia, più sicurezza e una gestione meno ipocrita dell'immigrazione». C'è qualcuno, anche a sinistra, che farebbe fatica a condividerlo?