Ecco perché sposiamo l’idea del Giornale

(...) rappresenta anche il punto più debole e quindi più facilmente espugnabile dell'intera roccaforte grazie, fra l'altro, ai voti di zone prevalentemente di centrodestra come la riviera.
Una battaglia ben condotta in tale prospettiva da parte della Casa delle Libertà attraverso una scelta mirata del candidato a Presidente, un'accurata selezione dei candidati nei vari collegi ed una campagna elettorale agguerrita, può tradursi in un sicuro successo che, oltre al valore intrinseco, costituirebbe una fondamentale testa di ponte per le future elezioni regionali.
Vengo quindi al dunque caro Massimiliano. Sandro Biasotti candidato a Presidente della Provincia di Genova. Ottima idea la tua. Sandro Biasotti rappresenta attualmente il candidato ideale a quella carica. Egualmente gradito sia in città che in provincia. Con la grinta e la determinazione giusta. Con un corposo bagaglio di esperienza personale utile anche a non fargli ripetere certi errori del passato. Probabilmente destinato a scontrarsi con un avversario un po' «grigio» come l'uscente Repetto che tanto ricorda Mori. In definitiva, portatore di quel valore aggiunto che può determinare la vittoria.
Certamente ho ben presente anch'io che Lui ha detto che non ci pensa nemmeno e che il suo obiettivo è la prossima tornata elettorale per la Regione e che fino a quella data intende conservarsi. Tocca a noi però spiegargli che in politica, di regola, nel tentativo di conservarsi troppo a lungo si rischia di ammuffire e poi, come giustamente tu hai rilevato, la politica è fatta anche di generosità. Quindi, anche quando non ne hai voglia e magari ritieni che non ti conviene ma gli altri te lo chiedono e l'opportunità lo impone, devi dare una mano se poi vuoi un generale apprezzamento ed un incondizionato appoggio. In politica è capitato quasi a tutti. Soprattutto ai «grandi». Basta rileggersi le loro storie. Non ultimo, bisogna che tutti prendano atto, Biasotti in primis, che la recente evoluzione della politica ha portato ad un prepotente e salutare ritorno delle ideologie tanto da rendere l'elettore a tutti i livelli e per tutti i livelli di elezioni, più attento e più esigente nelle risposte politiche con la consapevolezza che esse possono giungere solo da partiti ben radicati e di respiro nazionale e certamente non da più o meno limitate liste civiche.
Per quanto attiene la giusta accoglienza da tributare a Sandro Biasotti da parte della Casa delle Libertà, credo che non esistano problemi di sorta. Non esistono, come più volte espresso, da parte di Alleanza Nazionale come non esistono (ho avuto recentissime conferme da parte di autorevoli esponenti) da parte degli altri partiti della coalizione tanto da aver previsto una riunione, subito dopo le ferie, alla quale Sandro Biasotti sarà formalmente invitato quale indispensabile interlocutore. In quella sede si potrà discutere, valutare, approfondire e magari, se serve, fare un po' tutti ammenda ma, soprattutto, si dovrà decidere.
Per concludere, permettimi una contenuta divagazione sulle elezioni al Comune. Credo che ormai sia a tutti chiaro, tranne che per un cieco e sordo e purtroppo numeroso elettorato militante di sinistra, che Genova è stata ridotta allo stato comatoso dall'ottusa, inconcludente e clientelare politica applicata dalla stessa classe dirigente che ormai da decenni occupa in pianta stabile Palazzo Tursi. Per poter sperare di cacciarli finalmente via, è necessario mettere in atto una poderosa campagna fortemente ideologicizzata che, ponendo quale base un rivoluzionario, moderno e concreto progetto di città, denunci tutte le incapacità, le incongruenze, i poco chiari e discutibili interessi, le brutture di questa deleteria classe politica. Bisogna inoltre andare a spiegare a certi imprenditori che per crescere è necessario investire e che esiste il rischio di impresa e non solo i contributi a fondo perduto e gli appalti garantiti a mezzadria con le Coop. Bisogna andare a spiegare a certi professionisti che ci si afferma per le proprie capacità e che non si vive prevalentemente di consulenze. Bisogna andare a spiegare a certi medici, a certi professori universitari, a certi magistrati, a certi lavoratori dipendenti a tutti i livelli, sia pubblici che privati, che si può fare carriera per merito e non solo schierandosi strumentalmente a sinistra o mettendosi in tasca la tessera politica e sindacale opportuna. Bisogna infine spiegare a quella varia umanità che popola l'intricato ed affollato sottobosco dell'associazionismo di sinistra, che le istituzioni non sono dei meri distributori di contributi, di prebende, di patrocini e quant'altro e che sarebbe giunta l'ora che tutti andassero a lavorare.
Per una battaglia di questo tipo, il candidato a sindaco non può essere cercato in Confindustria od in Confcommercio e nemmeno all'Università o negli ordini professionali. È necessario, invece, individuare un politico di razza, profondo conoscitore della realtà genovese, all'interno della Casa delle Libertà, prescindendo anche dalle stucchevoli e già circolanti discussioni su eventuali quote rosa. Un politico che senza peli sulla lingua e senza tentennamenti, sappia affrontare i Margini o le Vincenzi di turno.
Qualcuno potrà eccepire che cinque anni fa qualcosa di simile fu fatto candidando il compianto Rinaldo Magnani. A questo qualcuno rispondo che quella era un'altra epoca, altre situazioni ed altri uomini e, soprattutto, nessuno ci aveva veramente creduto mettendoci il minimo d'impegno necessario. Ma questa è un'altra storia.
Un cordialissimo saluto.
Alfio Barbagallo
*Presidente provinciale
di Alleanza Nazionale