Ecco perché il voto del 27 maggio potrebbe slittare

L’inchiesta sulle firme false può fermare la macchina delle elezioni. Uno degli indagati: «È tutto voluto»

Il voto è a rischio sul serio. Non tanto perché anche quest’anno si è ripetuta la storia delle firme false per la presentazione delle liste e per le conseguenti esclusioni decise dalla commissione elettorale, quanto perché lo slittamento delle elezioni potrebbe davvero far comodo. Per tanti e diversi motivi.
Partendo dalla questione delle firme false, c’è da registrare un esposto formale presentato ieri in procura dal «Comitato di partecipazione popolare 9 aprile», che prende spunto dalla data in cui, lo scorso anno, molti cittadini bruciarono in un braciere posto in galleria Mazzini le loro schede elettorali per protesta. Il coordinatore è Andrea Pescino, che di firme false ne sa certamente qualcosa, visto che resta tra gli otto indagati per la presentazione della lista di Alternativa Sociale alle regionali del 2005. Con lui sono coindagati anche diversi consiglieri provinciali dei Ds che, pur di far presentare la lista all’estrema destra che avrebbe sottratto voti a Sandro Biasotti nella gara contro Burlando, hanno autenticato firme di persone mai viste e in qualche caso già decedute. Una «costante abitudine» dei partiti, la definisce nell’esposto lo stesso Pescino, che questa volta punta il dito contro le evidenti anomalie della lista presentata per le comunali genovesi dall’«Italia dei Valori», il partito di Antonio Di Pietro che della pulizia, dell’onestà e della dirittura morale fa la propria bandiera. «Già alle regionali l’Italia dei Valori aveva fatto la stessa cosa e un’indagine ha confermato con varie prove testimoniali, la veridicità del falso», insiste Pescino, che proprio nei giorni scorsi è riuscito a impedire che l’inchiesta sulle regionali del 2005 cadesse in prescrizione.
Non solo. È ancora Pescino a dare una possibile spiegazione della corsa ai ricorsi di questi giorni. Insinua il fondato dubbio che questa serie di appelli al Tar non sia casuale. E persino che la cancellazione di alcune liste da parte delle commissioni elettorali sia addirittura volutamente forzata. Allo scopo di concedere al Tar lo spunto per annullare le procedure e far slittare il voto. A chi converrebbe? «A Pericu, innanzitutto - attacca Andrea Pescino -. Perché a breve scadono gli incarichi di alcuni consiglieri di amministrazione e presidenti nominati dal Comune. E Pericu, votando il 27 maggio, non avrebbe la possibilità di scegliere le sue ultime poltrone». Un teorema tutto politico-amministrativo che, pur se non verificato e non verificabile con certezza, sarebbe quantomeno plausibile. Ma un rinvio del voto potrebbe giovare ai tanti partiti e ai candidati che sono in ritardo con la campagna elettorale e avrebbero bisogno di più tempo. La parola al Tar.