Ecco Perhaia signore della tastiera

Murray Perahia, il signore della tastiera, stasera al Conservatorio (ore 20.30) è l'ospite straordinario della Società del Quartetto che con questo concerto si congeda definitivamente dalla stagione 2007-08. Grande musicista e pianista d'intelletto, Perahia è naturalmente incline al compositore matematico per eccellenza, Johann Sebastian Bach: l'artista che Perahia vive e traduce come una seconda pelle e che è presenza fissa nella sua programmazione, non esclusa quella per il recital di stasera. Pur con il fare discreto da gentiluomo britannico (è nato a New York nel 1947, ma è londinese d'adozione), Perahia è entrato nel novero degli interpreti che più hanno inciso nella storia del pianismo degli ultimi cinquant'anni. Lo intuirono leggende della tastiera come Horowitz e Serkin, i suoi due mentori. «Kbe» per volere della Regina d'Inghilterra, Perahia s'è aggiudicato di recente quello che possiamo considerare l'Oscar della musica, il Classic Fm/Gramophone Award. Un traguardo eccellente in sé e in particolare quando viene attribuito a un concertista che nel 1992, quindi nel momento di felice pienezza artistica, vide traballare la propria carriera. A metterla in forse, e sospenderla per un paio d'anni, era un serio problema alla mano destra. Perahia tornava lentamente in scena, con un approccio ancora più interessante e profondo. Da fenice immortale che ha sempre destato meraviglia anche solo per la mano minuta, ma evidentemente di grande elasticità: insomma, un caso pianistico.