Ecco il piano di AirOne per salvare e rilanciare la compagnia Volare

Oggi il tribunale di Busto Arsizio decide sul ricorso contro Alitalia

da Milano

Il tribunale di Busto Arsizio decide oggi sul ricorso di AirOne contro la partecipazione di Alitalia alla gara per l'aggiudicazione di Volare che, secondo i sindacati e il commissario straordinario della compagnia Carlo Rinaldini, ha ancora pochi giorni di vita. Nelle casse della società ci sono risorse fino al prossimo 15 gennaio. AirOne, a fronte dei 38 milioni di euro messi sul piatto dalla compagnia di bandiera, ha offerto 29 milioni piazzandosi seconda tra i concorrenti.
Secondo gli advisor soltanto le prime due compagnie garantivano l’occupazione e piani industriali che prevedono un forte rilancio dell’attività. Se il progetto di Cimoli fosse quello di costituire una società partecipata low cost per conquistare quella fascia di passeggeri che si rivolge alle compagnie di basso costo, il piano di AirOne, a quanto risulta al Giornale, sarebbe più articolato. In particolare il progetto messo a punto dalla società prevede principalmente l’integrazione delle due compagnie, pur mantenendo la loro identità, con il rafforzamento e il consolidamento degli aeroporti di Milano, Linate e Malpensa, e creando un hub capace di fornire al bacino del Nord Italia un servizio completo: voli charter, infraeuropei e lungo raggio. Inoltre, il polo del Nord sarà pienamente integrato e bilanciato con il polo del centro Italia (Roma Fiumicino), aprendo pertanto le porte al bacino del Nord a tutte le principali destinazioni. Nel piano è previsto poi il mantenimento dei livelli occupazionali attuali e il riassorbimento entro la metà del 2007 di tutto il personale in forza (707 persone), nonché a supporto dell'ulteriore sviluppo saranno assunti altri 300 dipendenti entro la fine del 2010. Infine AirOne sarà in grado di supportare sin da subito anche il processo di creazione della compagnia del Nord. Proprio domani AirOne illustrerà un piano di acquisto di 30 velivoli A320 di Airbus per un controvalore di 1,8 miliardi di dollari destinati al rinnovamento della flotta.