Ecco Pirlo: classe e idee chiare

Imbeccato da Juventus Channel, Andrea Pirlo dice che potrebbe scegliere il 30 come numero di maglia così da festeggiare eventualmente l'anno prossimo in maniera speciale la conquista della terza stella: lodevole intenzione, non fosse che dopo calciopoli la Juventus di scudetti ne ha 27. E se anche l'esposto presentato alla Figc andasse a buon fine, il massimo risultato sarebbe la revoca del titolo 2006 assegnato all'Inter e non certo la riassegnazione dello stesso. Dettagli, pare. E comunque ieri è stato il giorno in cui il nuovo architetto del centrocampo bianconero ha posto la firma sul contratto che lo legherà alla Juventus fino al 2014 per la bella cifra di 4 milioni netti l'anno.
«A me piace vincere le sfide difficili - ha detto lui, solito tono di voce dimesso -. E ora che la Juve cambi marcia e torni quella che era. Ho tanta voglia di riportare il club ai vertici: per farlo servono mentalità giusta, personalità e voglia di imporsi, altrimenti gli altri ti mangiano». Negli ultimi anni, in realtà, sono stati in tanti a cibarsi della pietanza bianconera: «La società farà il possibile per acquistare altri campioni, io ci metterò tutto l'impegno possibile. Con il Milan ci siamo lasciati amichevolmente, ma era arrivato il momento di accettare una nuova sfida. E se qualcuno storce il naso perché quest'anno ho giocato poco, dico che è successo dopo avere collezionato oltre 400 presenze in dieci stagioni con la maglia rossonera: diciamo che, dopo questo anno sabbatico, mi sono allungato la carriera. Posso restare ad alti livelli per i prossimi quattro o cinque anni». L'avesse avuto Del Neri, di sicuro avrebbe messo piede in campo più spesso. Se lo godrà invece Antonio Conte. «Ho giocato con qualsiasi modulo e compagno di reparto: non ci sarà alcun problema. Avevo anche altre offerte, dall'Italia e dall'estero, ma ho preso in considerazione solo questa: le ambizioni della Juve sono le mie e, se decidi di vestire il bianconero, sai quello cui vai incontro e cosa devi fare».
Per dirla con Boniperti: «Vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta». Qualcuno lo spiegherà anche a Reto Ziegler, lui pure juventino da ieri dopo essere arrivato a fine corsa con la Sampdoria: prossimamente firmerà anche Michele Pazienza, altro parametro zero che lascerà il Napoli. Poi, fuoco alle polveri: in attacco, senza dimenticare che in lista ci sono ancora i nomi di Benzema e Dzeko, arriverà uno tra Tevez e Aguero (che strizza l'occhio al Real Madrid).
Il tutto, mentre ieri a Vinovo è andato in scena l'ultimo "allenamento", una sgambata con i ragazzini del settore giovanile e Agnelli a fare gli onori di casa. Del Neri, che la sera prima aveva guidato i suoi all'Old Trafford battendo 2-1 il Manchester United nella gara di addio al calcio di Gary Neville, ha davvero terminato l’avventura.