Ecco la pittura del Signor Bonaventura

Oggi sarebbe un uomo d’altri tempi, una sorta di Candide alla Voltaire ma semplificato e snocciolato per chi ha poco tempo e ancor meno dimestichezza con i tomi di filosofia. Ed oggi, in euro valuta, come ricompensa tornerebbe a bastargli quel milione che l’inflazione adeguò anni fa al miliardo. Anima bella dai sentimenti nobili, il signor Bonaventura è stata la risposta a fumetti del romanzo di formazione: con modi gentili, raffinati, quasi ingenui ci manca assai di più oggi, in questo mondo maleducato e sboccato. La sua avventura cominciava quasi sempre con una sciagura: un po’ sfigato doveva pur esserlo. Come si dice: tanto più profonda è la caduta, tanto più nobile la risalita. Nato nel 1917 dalla fantasia Stò, al secolo Sergio Tofano, spopolò sulle pagine del «Corriere dei piccoli» fino al 1943 per poi tornare fino agli Sessanta, sempre dinoccolato, in elegantissimo spezzato bianco rosso, con nuove «sventure» firmate negli anni Ottanta da Carlo Peroni. Oggi Sarnico (Bg) gli dedica una bella mostra, fino al 28 settembre (Info: 035 910 900): Bonaventura, i casi e le fortune di un eroe gentile si articola in tre sezioni. La prima ripercorre il Bonaventura in distici poetici di Stò con il canovaccio tipico delle sue vicende, dai guai, al beneficio altrui, fino al premio. La seconda e la terza parte invece sono dedicate alle riletture che di questo eroe dalla bombetta vermiglia hanno dato sia il gruppo Valvoline sia 5 fumettisti in erba. Domani alle 16.30 in piazza Besenzoni la compagnia «Quattro vie di Crema» metterà in scena uno spettacolo, per la regia di Egidio Lunghi e Simone Benelli.