Ecco il popolo della barella: «parcheggiati» 50 al giorno

Parcheggiati nei corridoi dei pronto soccorso. Ogni giorno da 20 a 50 pazienti aspettano in barella che si liberi un posto letto nei reparti degli ospedali del Lazio. E l’attesa spesso si prolunga anche cinque giorni. Lo denuncia il Sindacato professionisti emergenza sanitaria, che ieri mattina ha organizzato il «barella day», una manifestazione di protesta davanti al San Giovanni per chiedere provvedimenti urgenti per risolvere questa situazione vergognosa. «Al taglio dei posti letto - spiega Massimo Magnanti, segretario dello Spes - non è seguita alcuna misura per far fronte a questa carenza. Le esigenze di bilancio non possono essere pagate dai pazienti. A questo punto si istituzionalizzi la barella come un posto letto, quale nuovo strumento di assistenza regionale».
I camici bianchi hanno ricordato che spesso sono gli anziani a rimanere per giorni sulle lettighe, perché le strutture sanitarie diventano ambienti senza privacy, in cui pazienti con le più svariate patologie si trovano per ore uno accanto all’altro. La Rdb-Cub rincara la dose. «La verità è che il piano di rientro dal deficit, messo in atto da questa Regione, - dichiara Licia Pera del coordinamento Rdb Sanità - prevede che a pagare le conseguenze di anni e anni di affarismo a spese della sanità pubblica, siano i lavoratori e i cittadini. Siamo convinti che un adeguato intervento sulle consulenze, sugli appalti e sulla convenzionata accreditata basterebbe a risanare il deficit del Lazio, prima che il piano di rientro contribuisca a cancellare il servizio sanitario pubblico».
Il presidente della Regione, Piero Marrazzo, però, è pronto a intervenire al più presto. «Voi medici di pronto soccorso siete la cartina di tornasole: quello che pensavo si stesse facendo in effetti non è stato fatto - spiega il governatore -. O si dà una risposta ai problemi che voi ponete o non proseguo nella mia esperienza politica. Mi impegno a un’inversione di tendenza, costi quel che costi. Se devo requisire posti letto per eliminare le barelle, sono pronto a farlo». «Forse non basta quello che abbiamo fatto - conclude -. Non si può più applicare un piano di rientro solo in una logica economicistica. Si sta lavorando con il Governo alla riorganizzazione della rete ospedaliera, un piano su cui possono esserci modifiche».
«Il presidente Marrazzo non sfugga alle proprie responsabilità - ribatte il consigliere regionale Luigi Celori - sia pronto a lasciare la poltrona non di commissario ma quella di presidente della Regione, visto che la sanità è il cuore del bilancio laziale. Se al taglio dei posti letto fossero seguite misure efficaci, non ci saremmo trovati oggi con malati costretti stazionare giorni sulle barelle».