Ecco il post rock dei Port-Royal

Sono di Genova, eppure i due dischi fin qui prodotti, l'esordio Flares e Afraid To Dance, «viaggiano» su etichetta inglese. E pensare che da noi non se li filava (quasi) nessuno. Tra le nuove leve italiane è arduo finire sotto contratto facendo pop, figuriamoci se si sceglie di praticare la via del post-rock elettronico, strumentale per di più. Materia che, per altro, dimostrano di padroneggiare con grande competenza e originalità. Al pessimismo della ragione, i Port-Royal, una delle più interessanti band emergenti della scena rock italiana, hanno contrapposto l'ottimismo della volontà. E la loro musica è finita sulla scrivania giusta (alla Resonant) al momento giusto. Ora i loro dischi sono disponibili in tutta Europa. «È un grande privilegio essere “accasati” presso un’etichetta così stimata e in crescita - rivelano i cinque artisti - che vanta una distribuzione capillare in giro per il mondo». I loro lavori, dai molteplici registri espressivi, rimandano alle diverse influenze del quintetto (Labradford, Mogway, Sigur Ros ed Aphex Twin), composto da Attilio Buzzone alla chitarra, Giulio Corona al basso, Michele ed Ettore Di Roberto, rispettivamente batteria e tastiere, ed Emilio Pozzolini (tastiere, campionatori e drum machine). Il concerto? Stasera alle 21.30 (ingresso 8 euro) al Garage di Sesto San Giovanni.