Ecco Preziosi: dopo tante parole, è l’ora del colpo finale

Egoisticamente parlando, forse al Genoa lo sciopero dei calciatori può persino giovare. Sia per recuperare in tempi più rapidi gli infortunati (Dainelli e Merkel) sia soprattutto per chiudere le ultime operazioni di mercato con un po' meno pressioni. Tra l'altro, tra oggi e domani tornerà in Italia Enrico Preziosi, dopo una vacanza ad Ibiza: il patron rossoblù, più carico che mai, al solito vorrà mettere la firma sul colpo forse più atteso. Già, perché dopo un'estate ricca di novità, a questo Genoa manca sempre un bomber: il vero obiettivo resta Gilardino (i rossoblù offrono 10 milioni, la Fiorentina chiede di più ma si può arrivare ad un accordo) mentre l'idea Borriello – ad oggi – pare più una pista di disturbo, giusto per far capire ai viola che esistono alternative (per giunta di valore) al Gila. L'ostacolo resta però l'ingaggio, visto che l'attaccante della Roma percepisce 5,2 milioni lordi a stagione. E poi a Roma, dopo i primi mezzi disastri di Luis Enrique, qualcuno ci starebbe pure ripensando. Morale della favola: il Genoa punta forte su Gilardino. «Se dovesse arrivare sarebbe un gran bell'acquisto, per lui parlano i tanti gol fatti in serie A», ha detto Cristiano Lupatelli, secondo portiere rossoblù alle spalle di Frey.
Poi c'è il solito asse di mercato con l'Inter da cui, per ora, esce poco o nulla. Ieri a pranzo l'ennesimo incontro – in via Durini – tra Capozucca e Branca. Lo stesso d.s. genoano ha fatto sapere che «non si è parlato di Palacio», verosimile dunque che ancora una volta l'oggetto del contendere sia stato lo scambio di comproprietà tra Viviano e Kucka, con conguaglio economico a favore dei rossoblù. Un vero rebus: se l'Inter dovesse offrire 3 milioni (oltre alla metà del portiere), lo slovacco resterebbe al Genoa almeno sino a gennaio. Ma se Moratti dovesse salire a 5 milioni, a quel punto Kucka passerebbe da subito alla corte di Gasperini. Più improbabile invece la partenza del già citato Palacio, anche perché giusto ieri Pandev – dopo aver a lungo rifiutato il trasferimento in rossoblù – ha accettato, e volentieri, il passaggio al Napoli (che peraltro è vicino pure all'ex rossoblù Bocchetti, pronto a dire addio al Rubin Kazan). Ora cosa succede? L'Inter dopo la cessione di Eto'o ha comunque bisogno di una punta. L'obiettivo numero uno è il napoletano Lavezzi, ma Palacio potrebbe comunque rappresentare un'alternativa. Anche qui però c'è un ostacolo: i rossoblù valutano l'attaccante argentino non meno di 10 milioni di euro. Per Moratti non è una cifra impensabile (soprattutto dopo l'incasso per Eto'o) ma l'impressione è che Palacio comunque possa restare al Genoa.
Con la serie A in sciopero, intanto, scatterà – dopo l'allenamento di questa mattina – un «rompete le righe» per oggi pomeriggio e domani. Nessuna amichevole sostitutiva, si torna in campo lunedì. Sciopero dei calciatori pesantente contestato dalla tifoseria organizzata del Genoa, e definito «lo sciopero degli indegni del pallone». Risulta difficile – si legge in un comunicato - «sopportare l'idea che un gruppo di giovanotti miliardari, con le loro luccicanti Ferrari e le mutande di Dolce e Gabbana, avessero l'alzata di ingegno di indire uno sciopero». Ora «persino l'astensione dal "lavoro" dei pedanti di professione ci toccherà sopportare. A noi che siamo operai cassaintegrati, ricercatori sui tetti, studenti che gridano per strada, famiglie che devono contare gli spiccioli prima di mettere al mondo dei figli, con debiti di 30 anni con la banca per comprare un piccolo appartamento in periferia. Vergognatevi, indegni».