Ecco la prova: 203 milioni di tasse inutili

(...) dovendo fare i conti con la Sanità, non se la prendono neppure a male se il governo impone loro di mantenere quelle tasse, confermando di fatto che loro stessi, con la loro gestione, produrranno deficit fino al 2010. Strano, c’è qualcosa che non va. E quel qualcosa è scritto negli stessi bilanci: le tasse per i liguri sono «regalate». Non nel senso che costano poco, ma anzi che sono assolutamente inutili. Perché alla Regione i soldi avanzano. Addirittura quelli derivanti da certe addizionali restano inutilizzati. Ma ovviamente il centrosinistra si guarda bene dal ridurre queste tasse inutili. E di far risparmiare 203 milioni alla gente.
Le ha messe e le mantiene, intanto il modo di spendere quei soldi lo troverà comunque. Magari in consulenze, tanto per far impazzire il consigliere di Forza Italia Matteo Rosso, che va a caccia di incarichi esterni dati dalla giunta e non ne lascia passare mezzo. O in viaggi dell’assessore Margherita Bozzano, per vedere fino a che punto Gianni Plinio e il suo gruppo di An avranno voglia di far notare al presidente Mino Ronzitti le ripetute assenze «istituzionali» dell’assessora più turista che al turismo. Per il momento le tasse «gratuite», sempre nel senso di non necessarie, hanno scatenato l’opposizione griffata Udc. Il capogruppo Nicola Abbundo e Matteo Marcenaro sono diventati l’incubo della commissione Bilancio. Quando si parla di soldi e di capitoli di spesa si trasformano in mastini che addentano ai polpacci Pittaluga come mai un consigliere Udc aveva fatto a memoria d’uomo in Regione.
Ieri gli uffici di via Fieschi si sono arresi alle loro richieste e hanno dovuto fornire la prova dell’inutilità delle tasse pagate dai liguri. Sotto forma di tabella, su cui è scritto che nel 2006 l’accisa sulla benzina ha reso 91 milioni e mezzo di euro e altrettanti la Regione prevede di incassarne nel 2007. Questi soldi sono rimasti tutti in cassa, nel 2006 non se sono stati spesi 88 milioni e 830mila. E infatti figurano alla voce «quota libera disponibilità». Sarebbe anche poco, se non fosse che anche guardando al futuro più prossimo, la giunta sa di non aver bisogno di quel denaro, perché alla stessa «quota di libera disponibilità» per il 2007 ci sono tutti i 91 milioni e 413mila euro prelevati con il rincaro della benzina. Cioè la «verde» potrebbe costare magari 5 o 10 centesimi in meno al litro, ma Burlando e compagni preferiscono far pagare di più ai liguri che ai cittadini di altre regioni.
«I ticket sulle prestazioni sanitarie specialistiche da dieci euro che la maggioranza promette di far sparire dal 1° aprile, costano proprio 80 milioni - fanno notare Nicola Abbundo e Matteo Marcenaro -. Se anche il governo non accettasse di coprire quella spesa per non far pagare i ticket alla gente, la Liguria potrebbe tranquillamente usare i fondi inutilizzati con il solo aumento della benzina». Sì, perché in tutto i milioni di euro non utilizzati sono stati 203 e «spiccioli». Una voce che fa rabbrividire è quella dell’Irap. Dei 750 milioni presi ai cittadini con le tasse maggiorate, ben 104 non servivano. «Per questo chiediamo alla Regione di ragionare sull’eliminazione della sovrattassa sul bollo auto, visto che i liguri hanno avuto la doppia stangata, prima da Burlando poi da Prodi - incalzano Abbundo e Marcenaro -. Ma non solo questo, noi chiediamo di valutare la possibilità di ridurre l’addizionale Irpef alle famiglie numerose e a basso reddito e di eliminare l’imposta regionale sulla benzina. Insomma di fare in modo che visto che i soldi ci sono, anzi, che avanzano, i liguri abbiano modo di risparmiare in qualche cosa. O pagando meno tasse, oppure ottenendo servizi meno cari».
Sembrerebbe logica, come richiesta. Eppure c’è la quasi certezza che non verrà neppure presa in considerazione. Perché? «Le entrate tributarie della Regione non coprono solo la spesa sanitaria - conferma l’assessore G.B. Pittaluga -. Infatti la Regione ha funzioni assai ampie che vanno dal sociale all’istruzione, dai trasporti all’edilizia popolare. L’espletazione delle diverse funzioni assorbe peraltri ben più dei 200 milioni in questione». Eppure quei soldi restano da destinare. E non a caso la risposta non convince i consiglieri Udc: «È una scelta che stride parecchio in tempi di annunciati risparmi, di contenimento della spesa. E soprattutto di sacrifici chiesti alla gente. Ci piace ricordare che per aumentare le tasse, Burlando e la sua maggioranza si erano giustificati dicendo che quei soldi servivano per ripianare il deficit della Sanità che aveva lasciato la giunta Biasotti. Le loro bugie vengono ancora una volta smentite dai fatti».
Tra l’altro queste maggiori disponibilità finanziarie della Regione non sono neppure vincolate da quell’emendamento imposto dal governo, che costringe la Regione a spendere i soldi nella Sanità, quindi almeno in servizi per la salute dei cittadini. Perché ad esempio l’accisa sulla benzina e l’Irap aumentata sono state decise con la Finanziaria regionale 2006 e quindi non vincolate come tutti i proventi della legge n.17 del 28 novembre 2005, quella della «maratona» notturna in cui i consiglieri di opposizione avevano dato battaglia con migliaia di emendamenti e decine di ore di discorsi in aula verde. Se è vero che la giunta di questi soldi in più può farne ciò che vuole è altrettanto vero che, per lo stesso motivo, non ha scuse di fronte ai cittadini. Può tagliare le tasse. Se non lo fa, dimostra nel migliore dei casi di non saper tenere sotto controllo la spesa. Oppure di far pagare più tasse del necessario per diletto.