«Ecco le prove degli sperperi»

«Per il progetto grafico di un periodico spesi 120mila euro»

«In un anno le spese per la comunicazione è cresciuta di 2.248mila euro». Bruno Dapei rilegge i capitoli di bilancio attribuiti al presidente Filippo Penati. «Solo l’incarico di studiare “un nuovo progetto grafico” del periodico provinciale è costato 120mila euro» dice sbandierando il documento contabile. Prova di uno dei tanti «sperperi» della malagestione di Palazzo Isimbardi dove, secondo il capogruppo di Forza Italia, «c’è stato pure un aumento delle spese per le consulenze dovuto al ricorso agli esterni anziché sfruttare le intelligenze interne che sono state azzerate».
Accusa accompagnata dalla denuncia del licenziamento di «quel dirigente, Francesco Italiano, colpevole di aver messo nero su bianco alcuni rilievi sull’ingerenza dell’assessore Francesca Corso». Veloce dalla presidenza arriva la replica alle documentazioni dell’opposizione con due comunicati. Che, in sintesi, parlano di «costi ridotti - da 175mila euro per 150mila copie a 132mila per 200mila - per la nuova serie del periodico dell’amministrazione» e di «segnalibro (con saluto e firma del presidente Penati, ndr) inseriti nei libri di pregio editi dalle amministrazioni precedenti». Come dire: «Riduzione al minimo degli sprechi». Che, seconda nota stampa, sarebbero «dimezzati» pure per le spese dei consulenti «a fronte di un aumento delle deleghe assessorili».
Peccato, commenta Dapei, che «i dati di Penati siano strampalati» e, soprattutto, restano senza soluzione alcune «spesucce per “rappresentanza del presidente” come l’acquisto di mille copie di un libro per 49.400 euro oppure la ristampa di ottomila copie della pubblicazione “breve guida alla visita di palazzo Isimbardi” che è costata 44.096 euro». Elenchino della spesa che il capogruppo di Forza Italia in Provincia è deciso portare davanti alla Corte dei conti perché «sugli sprechi c’è ormai un grido d’allarme che arriva pure dal personale del Palazzo, da quei duemila e passa dipendenti vittime dell’apparato ideologico marcato Penati».