«Ecco le prove: non spiavo per i comunisti»

da Varsavia

Nel tentativo di smentire le accuse che lo indicano come un collaboratore degli odiati servizi segreti polacchi, Lech Walesa ha pubblicato in internet 500 pagine di documenti che la polizia segreta comunista raccolse su di lui durante la guerra fredda.
L’ex leader di Solidarnosc e Nobel per la Pace nel 1983, sebbene sia stato sollevato da simili accuse in tribunale, è stato accusato ripetutamente di essere un collaboratore da influenti membri del sindacato da lui fondato, tra cui gli attivisti Anna Walentynowicz, Andrzej Gwiazda e sua moglie, Joanna Duda-Gwiazda. «Mi aspetto le scuse da parte di Walentynowicz e i Gwiazda», ha dichiarato ieri Walesa, annunciando la sua decisione. Walesa ha spiegato che i documenti mostrano come gli stessi Gwiazda e Walentynowicz fossero manipolati dalla polizia segreta senza saperlo, mentre le spie dell’era comunista tentavano di creare discordia tra i leader di Solidarnosc.