Ecco la « pubblicità d’autore» secondo Sironi

Laura Gigliotti

Provengono dalla collezione della famiglia i disegni e le illustrazioni, una sessantina in tutto, esposti fino al 30 giugno alla Galleria Ricerca d’Arte nella mostra dal titolo «Mario Sironi comunicatore». Mettono a fuoco un aspetto particolare della sterminata produzione artistica del maestro della pittura murale degli anni Trenta, il pittore della realtà sublimata dalla meditazione dell’antico.
Molte migliaia le opere su carta lasciate da Mario Sironi (1885-1961), che considera il disegno fondamento del mestiere, sorgente imprescindibile del suo fare pittorico. Un disegno che non è solo preparatorio di opere maggiori, ma disciplina autonoma, monologo interiore.
Altro versante della sua poliedrica attività è quello dell’illustrazione che utilizza tutti i mezzi della comunicazione di massa per trasmettere i suoi messaggi. Più di duemila le illustrazioni di Sironi su giornali e riviste. Inizia nel 1905 col settimanale socialista «L’Avanti della domenica», prosegue sui giornali per i soldati durante la Grande Guerra e dal ’21 collabora col «Popolo d’Italia» e i suoi supplementi, realizzando anche manifesti, cataloghi e campagne pubblicitarie. «Le illustrazioni del pittore italiano Sironi superano per potenza plastica, per interesse drammatico e per spirito ironico, le più celebri e copiate illustrazioni di qualsiasi giornale o rivista europea o americana...», scriveva nel ’16 Umberto Boccioni.
È un Sironi dai colori squillanti, incisivo e sintetico, memore delle esperienze futuriste, il Sironi pubblicitario. Nelle illustrazioni del «Popolo d’Italia» in vignette pubblicate quasi quotidianamente e nelle varie testate ad esso collegate («Domando la parola», «La Rivista Illustrata del Popolo d'Italia», «L'Almanacco Enciclopedico del Popolo d'Italia»), Sironi affronta battaglie di regime, temi d'attualità, politici, sportivi, domestici, ironici e nell'organo di stampa di partito «Gerarchia» (a cui collabora dal '22 al '37 (in mostra una copertina del '24), elabora le iconografie e lo stile delle celebrazioni di regime.
Ma l'attività di Sironi illustratore non si limita al mondo politico. Come gran parte delle avanguardie europee, l'artista è consapevole dell'importanza che nella società moderna ha assunto la comunicazione, e allora rinnova e adatta il linguaggio dell'arte a seconda del medium utilizzato. Hanno il sapore di una «sconcertante modernità inventiva» i suoi manifesti della Coppa Baracca del ’25, del Maggio Fiorentino del ’53 e per le campagne pubblicitarie della Fiat. Una potenza innovativa che favorirà la ripresa dell’arte grafica in Italia fra le due guerre, sottraendola al decorativismo ormai sterile del gusto liberty.
Galleria Ricerca d'Arte, via Giulia 188/b, tel. 06-6864291. Orario: 11-13/16.30-20, chiuso domenica e sabato.