Ecco Ranieri: "Per me conta soltanto vincere"

Domani mister Ranieri debutta contro il Bologna. L'obiettivo è uno solo: fare punti. Il tecnico: "Non sono schiavo
di un sistema di gioco, Pazzini e Milito non sono incompatibili". E sullo stato fisico dei suoi giocatori: "Non sono usurati né finiti". Gli auguri di Mourinho

Milano - Messi da parte i convenevoli può iniziare l'avventura di Ranieri sulla panchina dell'Inter. A Bologna, dov'è in programma la prossima sfida dei nerazzurri, l'obiettivo è uno solo: fare bene. Ovvero muovere la classifica, possibilmente vincendo. "In questo momento sono più importanti i punti - ammette Ranieri -. Dove sono stato c’era sempre l’obbligo di vincere, a Parma per evitare la retrocessione, a Roma perché quando sono arrivato la squadra aveva zero punti. Poi c’è stata una cavalcata strepitosa che solo Pazzini ha interrotto. Disgraziato Pazzini, ma buon per l’Inter...".

Il primo incontro con Moratti è avvenuto ieri mattina per una colazione a casa del presidente che lo ha scelto per rilanciare la squadra dopo la parentesi nera di Gasperini. Un incontro che ha colpito l’allenatore romano. "Non me lo aspettavo, è stata una bellissima sorpresa, è stato un confronto a tutto tondo, abbiamo parlato di tutto", ha raccontato Ranieri, che si è presentato in conferenza stampa acompagnato dall’amministratore delegato Ernesto Paolillo, il direttore tecnico Marco Branca e il direttore sportivo Piero Ausilio.

"Non sono schiavo di un sistema di gioco, Pazzini e Milito non sono incompatibili". È uno dei concetti chiave di Ranieri. "Non credo che i giocatori dell’Inter siano usurati né finiti", ha sottolineato. E rivolgendosi ai suoi giocatori ha assicurato: "Nessuno si deve preoccupare, cerco sempre di fare il bene della squadra: se capisco di dover fare una sostituzione o dare un turno di riposo nessuno deve preoccuparsi. Prendiamo ad esempio il Barcellona - ha aggiunto -: ci sono solo giocatori a disposizione della squadra, come Puyol che in una finale ha ceduto la fascia di capitano spiegando che la priorità è che fosse in campo la squadra, non lui. L’allenatore mette sempre al primo posto la squadra, e i campioni devono accettarlo".  

Gli auguri di Mourinho Dentro di sé Josè non deve aver preso bene la decisione di Moratti di affidare la guida tecnica dell’Inter a Claudio Ranieri. I due allenatori, da quando lo Special One sostituì nel 2005 il tecnico romano sulla panchina del Chelsea, si sono ripetutamente beccati, con dichiariazioni velenose che hanno lasciato sempre strascichi polemici. Ma Mourinho sembra aver deciso di sotterrare l'ascia di guerra: "Da interista auguro a Ranieri di essere felice lì come lo sono stato io". In realtà in questo periodo lo Special One ha problemi più grossi da affrontare. Il suo Real, dopo le prime due vittorie nella Liga, è reduce da una sconfitta ed un pareggio. Le cose non vanno molto bene per lui. Chissà che non stia pensando a un ritorno a Milano...