Ecco la risposta all’emergenza: un sistema informatico-satellitare

La risposta all’emergenza rifiuti c’è già: il Sistri, il sistema più avanzato d’Europa nel settore, che applica le tecnologie informatiche e satellitari, in modo da garantire la tracciabilità dello smaltimento dei rifiuti tossici - e, per la Campania, anche quelli urbani - in ogni passaggio, è operativo dal primo ottobre. Una rivoluzione che però avrà bisogno di un periodo di rodaggio, come tutte le innovazioni: ed è per questo che il ministero dell’Ambiente, che l’ha fortemente voluto, ha deciso di estendere fino al 31 dicembre il regime «a doppio binario», cioè la possibilità di iniziare l’utilizzo del nuovo sistema mantenendo contemporaneamente anche i vecchi documenti ambientali cartacei; un po’ come si è fatto a suo tempo per l’euro e la lira.
Il governo risponde così alle preoccupazioni delle piccole e medie imprese, riunite nella «Rete», che pur condividendo gli obiettivi del progetto, lamentano i ritardi nella distribuzione da parte delle Camere di commercio degli indispensabili dispositivi elettronici: le chiavette Usb, destinate alle imprese, e i Gps («black box») che consentono di localizzare i camion che trasportano i rifiuti in ogni tappa del loro percorso, dal carico allo smaltimento finale. Che poi è l’arma vincente per contrastare le ecomafie - non a caso la gestione del sistema è affidata al Nucleo ecologico operativo (Noe) dei carabinieri -, ma anche l’evasione fiscale e l’inquinamento. Infatti, sarà più facile controllare, e quindi bloccare, eventuali illeciti, in tempo reale, anziché - come avveniva finora - solo dopo molto tempo, dato che si dovevano attendere le verifiche da parte degli enti competenti, spesso condotte su dati vecchi o poco aggiornati.
Il Sistri, infatti, è stata anche l’occasione per un censimento delle imprese che hanno a che fare con il ciclo dei rifiuti: 285mila sono le iscrizioni al nuovo sistema, di cui la grande maggioranza è costituita dai produttori, e il resto dalle aziende di trasporto e dai gestori. Ancora un 20%, però, non ha comunicato il pagamento dei contributi previsti: fonti del ministero, tuttavia, ritengono che per il 30 novembre gli aspetti burocratici saranno completati. E a quel punto inizieranno i vantaggi anche per le imprese, che non sono pochi: a cominciare dalla semplificazione burocratica, che manderà in pensione formulari e registri di carico e scarico, per finire con tasse ridotte e costi inferiori. Per fare un esempio, per utilizzare la «black box» basta una normale Sim card prepagata da 5 euro, di qualunque gestore.
L’informatizzazione migliorerà anche la gestione aziendale, dissipando i timori espressi da alcune software house di verdersi «rubare il mercato» dei sistemi gestionali dal nuovo progetto governativo. Anzi, sarà ancor più necessario l’aggiornamento tecnologico, per consentire il dialogo in presa diretta tra le aziende e il centro informatico del ministero.