Ecco il risultato di 9 mesi inutili

Titoli di circostanza, puntuali come i pensieri d’amore nella carta dei cioccolatini: la sana provincia, il calcio dei poveri. Ecco Ascoli e Treviso in serie A, non è fantacalcio e nemmeno reality show, le due sono state ripescate e messe in circuito al posto di Genoa e Torino che avevano conquistato la promozione sul campo ma l’hanno perduta per le circostanze ormai note. L’ultimo campionato di serie B, già extralarge di suo per il numero di partecipanti, 22, era durato dall’11 settembre, data storica per altri motivi più seri, fino all’11 di giugno, con la prolunga di due turni di play off e uno spareggio per la salvezza. Tutta roba rivelatasi inutile, taroccata, il Torino che aveva eliminato l’Ascoli e il Perugia che lo stesso aveva fatto con il Treviso si erano incontrate per un’altra sfida, l’ultima, con un vincitore senza futuro, il Toro appunto. Riassumo le precedenti puntate soltanto per dire che ormai non ci sono soltanto tre o quattro piattaforme che propongono il calcio in tivvù ma esistono anche più campionati che vengono giocati, uno in maniera regolare, rispettando norme e regolamenti, l’altro cercando di barare come si può fare nel gioco d’azzardo ma non si dovrebbe in quello del football.
Ascoli e Treviso, dunque, si ritrovano per grazia ricevuta a disputare un torneo per il quale non sono affatto attrezzati, hanno dovuto infatti aspettare l’ultimo secondo per conoscere il proprio destino, intanto si erano aggiustate per una dignitosa serie B, adesso sono circondate dai condor, al secolo i procuratori, che offrono calciatori d’occasione per progetti ambiziosi. La sana provincia, i poveri del pallone rischiano di fare la stessa fine di «quelli che» li hanno favoriti. Ma, mi dicono, che la musica sia cambiata. O no?