Ecco come ritrovare la chioma coi capelli coltivati in laboratorio

Da «pelato» come Yul Brinner a capellone come Riccardo Cocciante. Un sogno, per molti uomini, che potrebbe diventare realtà. È quanto promette l'ultimo tipo di trapianto di capelli presentato a Milano al Meeting internazionale di ricerca tricologica. Con un solo centimetro di cuoio capelluto si può rinfoltire l'intera testa. Un bel passo in avanti rispetto a quanto viene fatto oggi: si prelevano, infatti, dalla parte bassa della testa dieci centimetri e mezzo di pelle e si ottengono circa 1500-2000 capelli. Ben pochi rispetto alle decine di migliaia che potrebbero essere ottenute moltiplicando in laboratorio le 80-90 papille dermiche del bulbo estratte da un centimetro di cuoio capelluto. E i vantaggi non finirebbero qui. Questa metodica innovativa, che è ancora in via di sperimentazione, si avvale di un sistema di trapianto meno invasivo rispetto a quello odierni. Non serve praticare dei forellini ma bastano delle punturine con siringhe dall'ago sottilissimo, perché le papille dermiche vengono contenute in un liquido. Per la nuova cura bisognerà attendere un paio d'anni, la nuova tecnica sta terminando la sperimentazione sull'uomo. E ancora qualche anno si dovrà aspettare per l'apertura della «banca delle papille dermiche». Un deposito che tra due o tre anni si potrà fare per se stessi o per altri, come ha spiegato ieri, Bessam Farjo il medico inglese di Manchester scopritore del nuovo sistema di ricrescita.
Un metodo che ieri è stato fatto conoscere in Italia dal suo stesso scopritore che è stato portato a Milano dal dernatologo milanese Fabio Rinaldi presidente della Internaional Hair Research Foundation che, presentata ufficialmente ieri al Meeting internazionale di ricerca tricologica, avrà il compito di divulgare notizie sulle novità che riguardano la cura dei capelli e soprattutto di finanziare con premi e borse di studio le sperimentazioni più valide. E altri finanziamenti per aver intrapreso una guerra alla calvizie sono già arrivati a Bessam Farjo del Farjo Medical center di Manchester. Il governo inglese ha sostenuto il suo studio con una parte dei 2 milioni e 500mila euro che ha destinato alla ricerca di terapie di rinfoltimento. Un'iniziativa sostenuta dal ministro delle Scienze Lord Sainsbury. «Che deve aver fiutato - commenta il presidente della International Hair Research Foundation - il ritorno economico che la terapia messa in atto da Bessam Farjo comporterà».
Ma come funziona questa metodica che ottiene tanto consenso? «Si preleva con un bisturi dal fondo della testa un centimetro di cuoio capelluto che contiene 80-90 papille dermiche che sono la parte attiva del bulbo», spiega Rinaldi. «Queste papille - prosegue il dermatologo milanese - vengono messe in un terreno di coltura costituto da sostanze varie dove in tre-quattro settimane si moltiplicano sino a decine di migliaia, diventando così in grado di coprire un'intera testa. Al termine di questa coltura vengono passate in un altro liquido, rendendosi così immediatamente disponibili per iniezioni attraverso siringhe dagli aghi sottilissimi». E il trapianto è fatto. «Ci vuole però un anno perché tutti i capelli ricrescano», aggiunge Rinaldi.
Molto meno invasiva e molto più efficace di quella attuale, la metodica made in England sarà anche molto più cara? «No - risponde il dermatologo milanese - costerà più o meno le stesse cifre di adesso: da un minimo di 5mila euro a un massimo di 12mila. Il costo dipende dalla vastità della zona trattata e dal chirurgo».
C'è, infine, una buona notizia che interesserà a quelle persone che non hanno una zona idonea del cuoio capelluto da cui sottrarne un centimetro utile per la ricrescita. Potranno farsi trapiantare le papille dermiche di un'altra persona che saranno conservate in una banca apposita che sarà aperta probabilmente nel giro di tre anni dal dottor Bessam Farjo a Manchester.