Ecco la rivelazione «Scialla!» Il gergo dei figli spiega i papà

Padri e figli. Con il Father & Son de I soliti idioti, il caso cinematografico dell’anno, ritratto radicale e senza appello della distanza siderale tra le due generazioni in tempi i cui i genitori hanno l'età dei nonni. Ma non tutto è perduto. Lo diciamo ai molti critici che hanno mal digerito, o come Concita De Gregorio proprio non capito, la satira pura di Biggio, Mandelli e Ferro innanzitutto perché completamente digiuni della serie tv (a proposito di distanze abissali...). Ecco, venerdì prossimo arriva Scialla! scritto e diretto da Francesco Bruni che non fa della sociologia al cinema, non si prende troppo sul serio come autore esordiente (anche se ha firmato le sceneggiature di mezzo cinema italiano) e, soprattutto, non pretende di spiegarci chi sono i giovani di oggi. Forse perché sono i padri il vero quesito. Scialla!, che nel linguaggio dei giovani (nel 2009 la compilation di Amici aveva un titolo omonimo preso da un brano della concorrente Martina Stavolo) viene utilizzato per esprimere il concetto «stai sereno», è semplicemente una limpida, spesso molto commovente, storia di un incontro tra un padre (un perfetto Fabrizio Bentivoglio), Bruno ex insegnante volontariamente allontanatosi dalla scuola che sbarca il lunario scrivendo le autobiografie di calciatori, cantanti e ora di un’ex pornostar (una strepitosa Barbora Bobulova) e il suo irrequieto figlio quindicenne che non sapeva di avere, Luca un coatto romano doc (l’esordiente-rivelazione Filippo Scicchitano).
Naturalmente, attorno a questo soggetto basico, Bruni costruisce un intreccio di relazioni umane così vere e significative che diventano il racconto di noi, del mondo in cui viviamo, dell’Italia tutta. Anche attraverso l’utilizzo delle inflessione dialettali con il padovano di Bentivoglio e con il romanesco di Scicchitano. Un ragazzo senza padre e un padre senza figli. Una scuola che è stata completamente sfasciata, probabilmente dall’interno (il professor Bruno l’abbandona per dare lezioni private ma di malavoglia), e qui Francesco Bruni non risparmia la presa in giro dei professori progressisti che si scandalizzano di fronte alla parola «gay», dove i «pischelli» che si lanciano dalle scale dentro i contenitori della spazzatura sono «un tajo» mentre quelli che si fanno accompagnare dai genitori sono dei «soggettoni». Uno spazio urbano ostile in cui regna la violenza e se non sei un duro devi «abbozzare».
Ma, folclorismi a parte, Scialla!, vincitore del Controcampo Italiano alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, è un racconto dirompente - anche se mitigato da una messa in scena classica, non caricata (alla fotografia Arnaldo Catinari) e piena di ritmo (al montaggio Marco Spoletini) - sulle rivoluzioni degli individui di fronte alle istituzioni a volte ottuse. Qui è la Scuola ad essere presa di mira e il percorso rieducativo, apparentemente impossibile, del figlio grazie al padre, si trasforma nella rivendicazione dell’importanza e dell’unicità di ogni singolo essere umano. Ambedue, riconciliandosi con la Scuola, ritrovano il loro posto nel mondo. Un po’ come capita, ma paradossalmente, al personaggio del Poeta (guarda i film di Truffaut e ripete sempre: «Quanto ci manca Pasolini»), un delinquente interpretato dal Vinicio Marchioni della serie Romanzo criminale, l’unico ad avere rispetto del ruolo del professore. E fa sempre un po’ specie ribadire questi temi in un Paese che sembra non avere memoria degli insegnamenti della Scuola di Barbiana o di Maria Montessori.
Insomma il film di Francesco Bruno è una vera e propria boccata di ossigeno in un panorama asfittico di una commedia italiana polarizzata tra personaggi e storie piene di luoghi comuni e un insopportabile cattivo gusto. Appare quindi evidente che Scialla! (i bene informati assicurano che i ragazzi, per risparmiare un carattere, negli sms scrivano «Shalla»), intelligentemente prodotto da Beppe Caschetto con Rai Cinema e il contributo ministeriale della Direzione Generale per il Cinema, aspiri a diventare un caso, un film che ambiziosamente vuole unire al cinema generazioni diverse, non disdegnando anche l’utilizzo d’un certo - sano - buonismo che si riflette per esempio nella canzone principale del film del rapper romano Amir che, in genere molto tosto, firma qui un testo all’acqua di rose. Ed è l’obiettivo di 01-Rai Cinema che lo distribuirà con accortezza in più di 250 sale e che l’altro ieri ha organizzato 40 anteprime in tutta Italia, insieme a un’innovativa «Social Competition» (all’indirizzo internet http://scialla.21news.it), proprio per far scattare il passaparola. In contemporanea poi in libreria per Mondadori arriverà anche l’omonimo romanzo Scialla! che Giacomo Bendotti ha tratto dalla sceneggiatura del film. Praticamente un fuoco di fila (e sono già iniziate le ospitate del padre&figlio, Bentivoglio&Scicchitano, ieri sera nel salotto buono di Fabio Fazio Che tempo che fa) che, speriamo, porti al successo di una delle poche pellicole di cui si auspicherebbe un sequel.