Ecco il rock «sporco» degli Eels

Un evento molto atteso. È la prima data romana degli Eels, il gruppo del carismatico mr. E (al secolo Mark Oliver Everett). Il tour europeo fa tappa sabato all’Auditorium Parco della Musica. Everett è nato in Virginia e poi si è traferito a Los Angeles; con gli Eels ha realizzato otto album, tra i quali meritano particolare attenzione Beautiful freak (1996), Electro-shock blues (1998), Souljacker e il concept album Blinking lights and other revelations (2005), vera e propria enciclopedia del loro rock «lo-fi». Tra le iniziative della band anche uno dei primi tentativi di vendita esclusiva tramite il web: avvenne per l’album dal vivo tratto dal tour di «Electro-shock blues», nel 2002.
A Roma gli Eels presenteranno un concerto dalle atmosfere intime, per voce e chitarra. Everett sarà accompagnato dal chitarrista «The Chet» e suonerà a richiesta (come recita il logo ufficiale del tour) per i propri fan, alternando brani classici della band ai pungenti e divertenti «spoken word». Le pubblicazioni più recenti degli Eels sono un greatest hits (Meet the Eels) e una monumentale raccolta di rarità e b-sides (Useless trinkets). All’inizio del 2008 mr. E ha anche pubblicato un’autobiografia, intitolata Things the grandchildren should know (Cose che i nipoti dovrebbero sapere), definita da Pete Townshend degli Who «uno dei migliori libri mai scritti da un artista contemporaneo». «È una sofferenza ascoltare una vecchia canzone - dice Everett - perché senti tutte le cose che vorresti cambiare. La bellezza di una performance dal vivo, invece, sta nel fatto che quelle cose le puoi cambiare davvero e riadattarle al presente».