Ecco Schumann riscritto da Brahms

La grande civiltà musicale cameristica si è sviluppata laddove l’ha alimentata la corrispondente pratica musicale che aveva messo radici su un terreno reso fertile da inclinazione e abitudine inveterata. E perciò inutile attendersi che nascano e crescano ensemble cameristici, anche semplicemente Duo, in Italia, dove a tale pratica musicale non si è educati neanche nei Conservtaori.
Invece, Alexander Lonquich, che ha avuto una carriera luminosa, allevato con cura da grandi pianisti come Magaloff, Badura-Skoda, ha sempre coltivato con evidente soddisfazione la pratica cameristica; v’è in lui una lunga consuetudine con tale altissimo modo di fare musica, quasi predisposizione naturale e frutto della sua educazione. Negli anni ha suonato in ogni parte del mondo, ha anche diretto e suonato contemporaneamente, ma fin da quando era ragazzo ha sempre praticato la musica da camera con alcuni dei suoi illustri maestri, oltre che con altri strumentisti. E tuttora continua a farlo con un’altra pianista che è anche la sua compagna di vita, Cristina Barbuti. Lei, certamente, non ha alle spalle una lunga attività cameristica - impossibile nell’Italia dei solisti - ma a quella civiltà del fare musica insieme, coltivata con onore nel centro Europa, l’ottimo Lonquich la viene via via educando. Come sempre Lonquich prepara un programma di grande interesse. Intreccia, questa volta, due vite con le rispettive musiche, quella di Brahms e Schumann, i cui rapporti strettissimi, coinvolsero anche Clara, moglie di Schumann, ispiratrice di Brahms. Da questo intreccio deriva la scelta delle sedici «Variazioni su un tema di Schumann op. 9» di Brahms, nel cui manoscritto si legge «Piccole variazioni su un tema di Lui (Schumann) dedicate a Lei (Clara)»; mentre dalla preziosa pratica cameristica che coinvolge anche il mondo dei giovanissimi, nascono le due raccolte di Schumann, assai rare da ascoltarsi: quella intitolata «Immagini di Oriente» («Bilder aus Osten», nell’originale), Sei «Improvvisi op.66», ispirati da un ciclo poetico di F.Ruckert e quella ancor più singolare, perfino nel titolo: «Dodici piccoli pezzi a quatto mani per bambini grandi e piccoli». A conclusione, la «Sonata in fa maggiore», K 497, di Mozart, che, nella letteratura pianistica a quattro mani, è unanimemente considerata uno dei massimi capolavori.
Teatro Olimpico. Questa sera alle 21.15. Duo pianistico Lonquich-Barbuti. Musiche di Brahms, Schumann, Mozart. Biglietti da 15 a 25 euro. Informazioni:06.32.65.991