Ecco il segreto delle mie evasioni

Mentre visitavo un famoso sanatorio per malati di mente in Europa, anni fa, mi venne mostrato uno sfortunato paziente condannato a portare la camicia di forza per la sua stessa incolumità. Osservavo i suoi sforzi per liberarsi quando vidi che ci riusciva mettendo in atto un semplice movimento di contorsionismo che io ero sempre stato in grado di fare. Persuasi quindi il suo medico a vendermi una di quelle camicie. Una volta a casa mi sforzai di evaderne e ci riuscii. Da allora ho ripetuto quel numero in tutto il mondo. Generalmente lo faccio stando appeso per le caviglie da qualche alto edificio e, per così dire, mi libero a mezz’aria. Lo faccio così sia perché è spettacolare, sia perché così il pubblico non è sul mio stesso piano e non può eseguire esattamente i miei movimenti. Nella prima figura si vede che il soldato sta tirando le cinghie all’indietro e che le ha sicuramente strette molto. Nella seconda, prego notate la posizione delle mie braccia: quando mi mettono la camicia allargo le spalle e gonfio il petto e lo stomaco. Quindi, quando sono appeso in alto, rilascio spalle, petto e stomaco e le cinghie si allentano un po’. Quindi metto in atto un’abilità che posseggo fin da ragazzo: disarticolo entrambe le spalle! Se comparate la posizione delle mie braccia tra la figura due e la tre sarete in grado di identificare il primo movimento. L’ultimo movimento lo faccio rapidamente, con uno scatto della testa, del collo e delle spalle disarticolate. Il risultato è che le braccia sono libere, come nella quarta figura. Quindi raggiungo la schiena con le mie mani, anche se sono ancora chiuse nella camicia, inarcando la schiena, come nella figura 5, mi ritrovo completamente libero, come nella 6.