Ecco la Serie A senza la Juventus

Un sabato così non era previsto. Nemmeno prevedibile. Parte il campionato di serie A e, insieme, quello di B (che ieri sera ha avuto il suo buon anticipo). Ma questa non è la vera notizia. Giocano i campioni d’Italia per grazia ricevuta, l’Inter di Moratti contro la superpenalizzata Fiorentina di Della Valle. Giocano gli ex campioni d’Italia per disgrazia ricevuta, la Juventus degli Elkann e Cobolli Gigli contro il Rimini di tutt’Italia. Storie ultime del nostro football che qualcuno si ostina ancora a chiamare calciopoli, mutuando l’etichetta data al mondo delle tangenti. Ora calciopoli, tradotto, sarebbe città del calcio, più corretto (o corrotto?) si dovrebbe dire e scrivere moggiopoli. Ma questi sono giochi di parole, mentre la realtà propone finalmente i giochi di pallone, quelli che, stando all’allenatore dell’Inter, sono finalmente leali e nei quali dunque può succedere di tutto.
Può succedere anche che Rimini si blocchi, anche di notte, con bivacchi tipo rave party, per strappare un biglietto di ingresso della partita di debutto juventino nel campionato di B. Può succedere che la serie A si ritrovi con un allenatore in meno, De Biasi, licenziato dal granatino Cairo che dice di avere conosciuto Zaccheroni, il nuovo assunto, soltanto ai funerali di Giacinto Facchetti. Fantastico. E può succedere che la serie A parta con centomila abbonati in meno, retrocessa la Juventus e castigate altre grandi ecco che il popolo pubblico, sentendosi tradito, fugge verso altri piaceri oppure accende la tivvù, anche quella a pagamento. In verità i conti andranno fatti più avanti, quando, ad esempio, la serie B che vuole cambiare nome anche perché ha cambiato sostanza (Genoa-Bologna-Napoli-Verona-Juventus), la serie B dicevo, crescerà negli incassi, cosa che ha già ottenuto con la vendita dei diritti televisivi, raddoppiando le entrate. L’argomento denaro è cardinale, ormai non c’è altro, anche in Inghilterra sta per scoppiare uno scandalone provocato da un giro di sterline nere, tutto il mondo (calcio) è paese.
Si ricomincia allora con la canicola di questo strano settembre, si ricomincia con i proclami di una nuova repubblica, più sana e forte che pria, commissari straordinari dovunque, depositari di un calcio ripulito tra arbitri, calciatori, allenatori e dirigenti. Si ricomincia con due campionati fino a ieri distanti, opposti, diversi ma di colpo analoghi. Anzi, paradossalmente, la trascurata serie inferiore potrebbe provocare attenzione e attirare pubblico in misura superiore al torneo di A. Quasi che la retrocessione dei bianconeri possa rilanciare il football cosiddetto minore, provinciale.
Stando ai pronostici l’Inter è già in fuga, la Juventus pure. Sembra un film già visto ma stavolta i cinematografi sono diversi. Silenzio, si gioca.