Ecco la sfida in cinque punti per completare il programma

Federalismo fiscale
«Gli italiani avranno servizi pubblici uguali in tutto il Paese e sarà eliminata la differenza dei costi» dei beni e dei servizi acquistati dalla pubblica amministrazione tra il Nord e il Sud. Poi «i Comuni saranno coinvolti nell'accertamento dei redditi dei contribuenti per combattere l'evasione fiscale. Gli enti locali godranno di una maggiore autonomia fiscale: la cedolare secca sugli affitti, appena introdotta con uno dei primi decreti attuativi, risponde appunto a questa impostazione».
Giù le tasse per le famiglie
«Tenendo conto delle esigenze e delle compatibilità del bilancio pubblico», il governo intende varare «norme che consentano una graduale riduzione della pressione fiscale complessiva, apportando così un beneficio alle imprese e alle famiglie». Per le famiglie «resta fondamentale l'obiettivo del quoziente familiare, che già si sta realizzando a livello comunale (in una rete di comuni che va da Parma a Roma) con una revisione delle imposte locali e delle tariffe». Per quanto riguarda le imprese «si è già cominciato a ridurre il carico dell’Irap, attraverso la manovra e le misure per lo sviluppo nelle regioni del Sud. In determinati casi, come per la fiscalità di vantaggio, le nuove iniziative imprenditoriali vedranno ridotta addirittura a zero l’Irap».
Banca e strade per il Sud
Tra gli interventi da realizzare, «la Banca del Sud, in collaborazione con le Poste e con il sistema delle cooperative, per il finanziamento delle piccole realtà imprenditoriali», poi «i Fondi europei (Fas) concentrati su grandi iniziative strategiche» e il Ponte sullo Stretto.
Per quanto riguarda le infrastrutture del Sud «sono stati cantierati e affidati, con i governi Berlusconi, interventi per oltre 5,8 miliardi di euro mentre si va verso il completamento della Salerno-Reggio Calabria». Nei tre anni di legislatura saranno inoltre istituite «zone franche urbane per le nuove imprese e per combattere la disoccupazione». Prima di tutto questo, «liberare il Sud dalla morsa della criminalità organizzata, perché questa è la base indispensabile per il rilancio dello sviluppo».
Processi giusti e più brevi
Il programma di governo sarà attuato a partire da «una riforma complessiva della giustizia sia civile sia penale» e tra le priorità c’è la realizzazione del «giusto processo, in cui sia assicurata la parità tra accusa e difesa per una maggior tutela delle vittime e degli indagati, anche mediante l’approvazione del disegno di legge comportante le modifiche al Codice di procedura penale già presentato al Senato».
Nel programma per gli ultimi anni di legislatura trova spazio «una riforma della normativa anche costituzionale in tema di responsabilità civile e disciplinare dei magistrati» e organismi separati nel Consiglio superiore della magistratura per Pm e giudici. Poi il Lodo: «L’approvazione della legge pendente al Senato a tutela delle alte cariche dello Stato». Per facilitare giusto processo e una durata minore dei processi, in arrivo «un ulteriore aumento delle risorse per la Giustizia anche con l’utilizzo delle ingenti somme confiscate alla criminalità organizzata».
«Si dovrà infine provvedere all’approvazione definitiva della legge sulle intercettazioni telefoniche e ambientali», recita il governo. Anche se il premier ha precisato che su questo la maggioranza dovrà tornare, perché il testo attuale non risolve il problema.
Per rendere più brevi i processi, «verrà presentato un piano straordinario per il rapido smaltimento delle cause civili pendenti. A ciò si aggiungerà l'attuazione della delega in tema di semplificazione dei riti del processo civile e la riforma della magistratura onoraria».
Militari contro la Camorra
Nel documento si rivendica l’avere ottenuto «risultati senza precedenti» nella lotta alla criminalità organizzata. «Quasi 6.500 arresti, con una media di 8 arresti al giorno di criminali mafiosi tra cui 26 dei primi 30 latitanti più pericolosi; più di 32 mila beni mobili e immobili sequestrati alle cosche per un controvalore di quasi 15 miliardi di euro». Questo grazie ad alcune misure. Tra queste, il «regime del carcere duro del 41 bis per i mafiosi è stato inasprito, così da rendere impossibile ai boss di continuare a dare ordini dal carcere»; poi l’estensione del reato di associazione mafiosa alle organizzazioni criminali straniere; l’esclusione dagli appalti degli imprenditori che non denunciano le estorsioni a loro danno.
Per quanto riguarda la criminalità comune, «l’azione dei Carabinieri, della Polizia e della Guardia di Finanza, voluta e sostenuta senza ambiguità dal Governo, ha dato grandi risultati». Il modello Caserta, «che ha previsto l’ausilio dei militari, nel contrasto della camorra può essere positivamente applicato in altre realtà». Estensione e prolungamento anche per «l’operazione strade sicure, caratterizzata dal pattugliamento a piedi dei quartieri a rischio di molte città». Anche sul fronte della lotta alla immigrazione clandestina il Pdl intende «procedere nella strada già percorsa. Sono allo studio del governo ulteriori provvedimenti per accrescere e consolidare i risultati raggiunti».
Già realizzato del governo
Il documento ricorda le grandi emergenze. La ricostruzione dell’Abruzzo, dopo il sisma del 6 aprile 2009. La ricostruzione definitiva, «impegnerà il governo e gli enti locali nei prossimi anni ma già il 29 gennaio scorso è stata dichiarata finita l'emergenza». I rifiuti in Campania: «In 58 giorni il nostro governo ha messo fine alla fase critica». E «dal 26 marzo 2009 è operativo il termovalorizzatore di Acerra, vero punto di svolta per la soluzione dell'emergenza, dichiarata finita il 31 dicembre 200». Poi Alitalia, «la nuova compagnia di bandiera non è stata svenduta come voleva il Governo Prodi ma è stata salvata da una cordata di imprenditori italiani, con tutti i vantaggi connessi per il turismo e per il commercio del nostro Paese». Tra i punti le riforme già realizzate, quelle della scuola, dell’università. Il documento, per quanto riguarda la finanza pubblica, ricorda la manovra finanziaria di luglio, che «ha messo l’Italia al riparo dalla crisi finanziaria che aveva colpito la Grecia e sconvolto buona parte del mondo». E questo senza penalizzare troppo la crescita visto che «tutti i dati dell’economia, indicano l’avvio della ripresa». Infine, la lotta contro l’evasione fiscale: «nei primi 7 mesi dell'anno ha portato incassi per 4,9 miliardi di euro, il 9 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che era già stato un anno record, una cifra superiore a quelle conseguite dai governi della sinistra».
AnS