Ecco come si muove il network algerino che spaventa l’Europa

Saber Lassassi è nella lista nera dell’Unione europea dei finanziatori più pericolosi del terrorismo islamico. Smail Benantar, il capo della cellula algerina residente a Bergamo, era in contatto con i terroristi in Spagna pronti ad azioni suicide. Altri ricercati residenti a Parigi, Londra e Vienna sono gli anelli di congiunzione della filiera algerina in Europa. Tutta gente che fa riferimento alla formazione terroristica più pericolosa del Nord Africa, Al Qaida, nel Maghreb islamico, erede del Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento.
L’operazione «Special Haij», dal nome del pellegrinaggio alla Mecca, fatta scattare ieri dalla Guardia di finanza sia in Italia sia in altri Paesi europei, non ha debellato soltanto una cellula di ladruncoli che trafficavano in documenti falsi. Fra i 17 algerini rincorsi da un mandato di cattura c’è Saber Lassassi, nato il 30 novembre 1970 a Costantine, ma residente a Mozzo in provincia di Bergamo. In realtà Lassassi è latitante all’estero e non è chiaro se sia caduto nella rete del blitz europeo. Invece è certo che l’algerino compare nella lista nera dei finanziatori dei terroristi stilata dall’Unione europea. Secondo fonti investigative comparirebbe anche su quella delle Nazioni Unite. Gli stati membri dell’Unione e i suoi alleati sono obbligati a congelare i fondi di Lassassi, perché servono a finanziare il terrorismo internazionale. Al numero dieci della lista è considerato un membro di Al Takfir Al Hijra, una delle più radicali organizzazioni egiziane del terrore. Nella stessa lista nera ci sono Tarek al Chaarabi, un tunisino ricercato dalla giustizia italiana, oltre a finanziatori libanesi e indonesiani del terrorismo. Per non parlare di Mohammed Bouyeri, che sconta l’ergastolo in Olanda dopo aver massacrato Theo van Gogh, il regista di «Submission», il film dissacrante sull’islam. Il capo della cellula algerina in Italia, Smail Benantar, 33 anni, residente a Bergamo, risulta «in contatto con Abderrahmane Tahiri, persona indagata e oggi imputata in Spagna quale leader di una associazione criminosa inquadrata nel Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento», si legge nell’ordinanza di custodia cautelare. Tahiri, alias Kamel Saadi, voleva far saltare in aria a Madrid l’Audienca nacional, il principale tribunale spagnolo, a colpi di macchine minate. I kamikaze li reclutava fra i «martiri del Marocco», una banda di criminali e terroristi nordafricani. Tahiri, che oggi sconta 14 anni di galera in Spagna, era stato coinvolto anche negli attentati di Parigi del 1995 del terrorismo algerino. Due suoi parenti, Fouad e Mabrouk Benantar, sono finiti in manette in Svizzera nel 2006 accusati di voler abbattere un aereo della compagnia israeliana El Al.
La filiera algerina, ben radicata in Italia, ha sempre avuto addentellati in mezza Europa. Non è un caso che fra i ricercati dell’operazione «Special Haji» ci siano Fouad Makhloufi segnalato a Parigi fino al marzo 2007 e poi a Londra. Abdelmajid Elmohmani che lo ha sostituito nella capitale francese, oltre a Boualem Bahar e Ahmed Dellache, residenti a Vienna dove fabbricavano e smistavano documenti falsi. Fin dagli anni Novanta operava a Londra Abu Doha, al secolo Amar Makhlulfi, il grande vecchio della filiera algerina in Europa. Arrestato nel 2001 è stato rilasciato nel 2008, ma rimane sotto sorveglianza. Abu Doha è nel mirino della magistratura negli Stati Uniti, in Francia e Italia per il piano di un attentato contro l’ambasciata americana a Roma.
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