Ecco come si vota senza confondere le schede colorate

Memorandum: Gialla per la Provincia Azzurra per il Comune Rosa per i Municipi

Tutti alle urne. Sì, ma come si fa a votare? È la domanda più ricorrente, quella che tradisce il vero incubo di candidati, scrutatori ed elettori. Mai come questa volta è facile sbagliare, perché per Provincia, Comune e Municipi ci sono nauralmente tre schede diverse, ma anche tre regole diverse per votare. Con alto rischio di commettere errori anche non voluti dall’elettore. È vero che il presidente di seggio dovrebbe sempre valutare la «volontà» dell’elettore, ma le possibilità di annullare delle schede è alta. E molti chiedono un consiglio. Un consiglio che ovviamente non si può dare è quello del partito o del candidato da scegliere. Ma suggerire come non sbagliare non è reato. Nella speranza di essere più chiari possibile.
Si parte dai colori delle schede. Per la Provincia la scheda sarà gialla, per il Comune sarà azzurra, per i Municipi sarà rosa.
Rivolto a chi non se la sente di osare: l’unico modo per essere certi di non sbagliare è quello di fare solo una croce sul simbolo dell’unico partito che si è scelto. E questo è un voto che va bene per tutte e tre le schede. Così facendo si vota il partito preferito e automaticamente il sindaco e i presidenti che quel partito sostiene. In teoria non serve fare altro e soprattutto non ci sono differenze tra una scheda e l’altra.
Si potrebbe già uscire così, soddisfatti, dalla cabina. Ma se proprio non si vuole correre il rischio di veder «correggere» il proprio voto (cosa assai improbabile e sulla quale comunque dovrebbero vigilare anche i rappresentanti di lista), sulla scheda azzurra (Comune) e su quella gialla (Provincia) si può, oltre al partito, barrare anche il nome del sindaco o del presidente preferito. Cosa però da non fare assolutamente sulla scheda rosa, per i Municipi: sulla scheda rosa è ammessa una sola croce su un partito, guai a fare altri segni.
Per chi ha idee chiare. Oltre al voto al partito, al sindaco o ai presidenti, si può esprimere anche una preferenza per un candidato consigliere. Attenzione, lo si può fare solo sulla scheda azzurra, per il Comune, e sulla scheda rosa, per i Municipi. Non per la Provincia (scheda gialla). Non è comunque difficile distinguere tra le schede per chi volesse esprimere anche la preferenza. Questo perché sulla scheda della Provincia (l’unica sulla quale non vanno scritti nomi) c’è già stampato il candidato scelto dal partito. Il nome del consigliere preferito in Comune e/o Municipi va invece scritto su quella riga tratteggiata accanto al simbolo del partito sulle schede azzurra e rosa. Un’avvertenza che può sembrare superflua: occorre stare attenti che il nome scritto sia in lista per il partito che si è scelto.
Per i più smaliziati. Il voto disgiunto. È un’opportunità concessa solo sulla scheda azzurra per il Comune. Si può cioè votare un sindaco e contemporaneamente un partito che non lo appoggia. Se un elettore ha fiducia in un partito può votarlo, ma se il candidato sindaco scelto dal suo partito non gli va a genio, può decidere di dare il suo voto anche a un altro candidato. Forse strano, forse complicato, ma probabilmente anche molto applicato in questa tornata elettorale, almeno a giudicare dalle voci che danno gli elettori di una coalizione molto scontenti del sindaco indicato.
L’importante è scegliere, tra quelle riportate finora, la soluzione che si ritiene di poter trasferire sulla scheda una volta entrati in cabina elettorale. Un ultimo consiglio: se tra tutti i candidati che in questi giorni hanno chiesto il voto ce n’è uno che vi ha convinto, portate in cabina il bigliettino che vi ha consegnato e ricopiatelo tale e quale sulla scheda del colore giusto. Al resto, a limare eventuali inesattezze dell’elettore, potranno pensare semmai i rappresentanti di lista. Non tutti i voti espressi male devono essere annullati. Ma questo lo sanno i «tecnici».