Ecco come il «Signor G» continua a stupirci

Il nostro «invito a teatro» di questa settimana si apre con un omaggio a Giorgio Gaber, celebre autore, cantautore e attore milanese scomparso nel 2003 di cui Neri Marcoré (interprete) e Giorgio Gallione (regista) ripropongono adesso all’Ambra Jovinelli un successo di oltre trent’anni fa, Il Signor G (su parole di Sandro Luporini), in una versione nuova e originale che, intitolata emblematicamente Un certo Signor G, vuole essere «un’esplorazione nel beffardo, paradossale, buffonesco mondo di questa maschera di uomo comune che si interroga, comicamente impotente, sul senso della propria vita, sempre sfiorata dal pericolo del qualunquismo e dell’imbecillità». Seguendo i modi e i toni del teatro canzone, Marcoré tesse dunque le fila di un monologo arguto e spiazzante sottolineato dall’accompagnamento al piano di Gloria Clemente e Vicky Schaetzinger (debutto questa sera). Legata all’estro di Gaber è in un certo senso anche la felice esperienza artistica di Andrea Rivera, cantastorie trasteverino che torna al Piccolo Eliseo con Prossime aperture (sempre da oggi), un collage di monologhi, video-interviste e canzoni (in scena con lui ci sono Lisa Lelli e il polistrumentista Matteo D’Incà) che promette chiacchiere aggiornate su politici, lavoro operaio, soubrette tv, e allegro coinvolgimento del pubblico, con tanto di giochi d’improvvisazione. Come se - evviva ancora Gaber - si rompessero gli argini tra strada e teatro, realtà e finzione.
Affonda invece le radici nel repertorio drammaturgico italiano del Novecento Lascio alle mie donne di Diego Fabbri che il figlio dell’autore, Nanni Fabbri, allestisce al Teatro Italia puntando su un cast poliedrico, capeggiato da Lello Arena. «Si tratta di una commedia d’amore - spiega il regista - perché ogni personaggio ne è preso. In ogni quadro c’è una sorpresa, un colpo di scena che rinnova l’interesse dello spettatore. L’ho ambientata nel ’69, l’anno in cui è andata in scena la prima volta (interprete la coppia Stoppa-Morelli, ndr)». Lo spettacolo rimarrà in cartellone fino al 10 febbraio.
Toni da commedia brillante ma non troppo è poi quanto promette Piccoli crimini coniugali, famosa pièce di Eric-Emmanuel Schmitt che torna sulle scene romane in un nuovo allestimento diretto da Lorenzo Gioielli e atteso alla Cometa Off da questa sera. Nei ruoli del marito, improvvisamente immemore, e della moglie, in vena di confessioni, troviamo qui i bravi Carola Silvestrelli e Simone Colombari.