Ecco il sogno proibito di tutti gli uomini

Sono a teatro per uno spettacolo di Peter Brook su testi (Fragments) di Samuel Beckett. Assisto alle prime due parti, sapendo che devo scrivere questo pezzo. Quando vedo la chiamata del Giornale esco dalla balconata del Teatro Studio alla quale sono affacciato e cerco un corridoio per dettare senza disturbare. Al piano terra mi rifugio in uno sgabuzzino desolato con le piastrelle del pavimento rotte e un conduttore d’aria. C’è uno sgabello. Sono seduto nella condizione più beckettiana che si possa pensare.
In teatro c’è lo spettacolo, all’ingresso mi attendono le quattro amiche con le quali sono venuto. Io sono in questo spazio intermedio, solo. Non so fino a che limite posso spingermi. Ma la condizione è ideale per parlare come in un confessionale, e rivelare che il sogno del beato fra le donne non trova soltanto una conferma nella divertente vicenda dello studente pachistano che, negli Stati Uniti, è riuscito a farsi ammettere in un college di sole donne, ma è un’ossessione ricorrente del maschio che non abbia avuto una madre troppo presente e ossessiva. E che non abbia dunque fatto indigestione di affetto femminile. Forse una madre troppo presente, quando si allontana, lascia un vuoto che nessuna donna è sufficiente a colmare. Come che sia film come 8 e mezzo, e in generale l’immaginario felliniano, ci danno un riscontro preciso di questa propensione maschile. Non fosse bastata, anche perché contemporaneamente un altro regista sottolineava l’opposta condizione della «incomunicabilità», negli ultimi dieci anni, chiunque frequenti alberghi almeno a quattro stelle si è certamente imbattuto in una produzione pornografica per le pay tv, dove la situazione ricorrente, nel modo più brutale, è quella di un uomo con due donne.
Pur essendo infinitamente più limitata la potenza sessuale del maschio rispetto alle potenzialità erotiche della donna questo inesauribile desiderio, questa necessità di conferme e il puro piacere di essere amato e prediletto da più d’una sono componenti naturali del maschio, come in natura l’esibita prevalenza del gallo nel pollaio. Da cui il gallismo, ma anche la naturalezza del «beato fra le donne». Così il giovane pachistano ha chiesto e ottenuto non una posizione di privilegio, ma una semplice conferma di una disponibilità psicologica. Difficile capire quale sarà il suo destino perché, oltre a essere più forti, le donne sono anche più metodiche, più studiose, si applicano con serietà e impegno e, molto facilmente, costringeranno il povero ragazzo ad assumere un analogo atteggiamento, impedendogli di perdere tempo e di «cazzeggiare», come avrebbe potuto fare stando in un collegio per soli maschi e avendo intorno le ragazze non nelle ore di studio, ma nelle ricreazioni e nel tempo libero. Per essere veramente beati fra le donne, bisogna stare fermi mentre loro si agitano. Guai a fare come loro.