Ecco il soldato-Robocop: costa 30mila euro

Un «orecchino» intelligente lancia impulsi alle retrovie, così si può sapere se il fante è vivo e sta bene

Andrea Nativi

L’Esercito italiano ha il suo soldato Robocop. È «invisibile» al nemico, computerizzato, dotato di armi sofisticate e Gps. I prototipi sono pronti e alcune componenti vengono già testate nei vari teatri operativi. Era da tempo che l’Italia lavorava a questo programma: quattro anni fa al generale Monticone fu affidato il progetto Combattente 2000. La sua evoluzione si chiama «Soldato futuro».
Arma contro il terrorismo. L’obiettivo del programma «Soldato futuro» è quello di adeguare le capacità operative del «combattente appiedato» dell'Esercito alle esigenze connesse con i mutati scenari. La nuova minaccia è il terrorismo, un nemico insidioso. E per sconfiggerlo - spiegano i tecnici che stanno dietro al progetto - occorre «accrescere le capacità di combattimento, di sopravvivenza, di comunicazione, di mobilità ed autonomia» del singolo soldato. Sul come non c’è stato dubbio: serve la tecnologia. La più innovativa. La migliore.
L’equipaggiamento. Il programma prevede un elmetto dotato di visore notturno e diurno, di occhiali balistici con funzioni antilaser, di microauricolare e microfono labiale, con una serie di comandi incorporati. Sempre grazie all'elmetto, dove risiede il «cervello» elettronico del sistema, il soldato potrà radio-collegarsi con i commilitoni e con le strutture di comando; potrà localizzare sempre la sua posizione con un sistema Gps e riconoscere amici e nemici anche nelle fasi concitate della battaglia, con un programma di identificazione Iff (Identification Friend or Foe). La tuta da combattimento sarà ignifuga. Per rendere il soldato «invisibile» di notte ai sensori all'infrarosso, sarà trattata in modo tale da ridurre al minimo l'emissione termica del corpo, così da non essere rilevata. Ogni soldato avrà un display per la visualizzazione dei dati (cartografia digitalizzata, ordini grafici) e un minicomputer collegato a un apparato ricetrasmittente per elaborare, trasmettere e ricevere informazioni. L'arma individuale sarà all'avanguardia, realizzata dalla Beretta. Il sistema di puntamento è il più sofisticato tra quelli previsti per i programmi similari che gli eserciti più progrediti stanno realizzando. Alla fine avremo un Robocop superaccessoriato, ma «leggero», per favorire la libertà di manovra: l'obiettivo per il 2008 è scendere dagli attuali 47 chili di «carichi esterni» a un massimo di 20. Per assicurare la massima protezione, il soldato sarò protetto da piastre balistiche che uniscono un’eccezionale resistenza a un peso estremamente contenuto: sono in grado di fermare schegge e proiettili con bassa capacità perforante.
L’«orecchino» salvavita. Una delle novità di Soldato futuro è questo apparecchio. È un «pletismografo» che, applicato all'orecchio, comunica a una centralina nelle retrovie il flusso della pressione: grazie a questo speciale orecchino si potrà conoscere in ogni momento se il soldato è vivo e sta bene. Allo stesso scopo serve anche una maglia, da applicare come una panciera, dotata di particolari sensori.
Investimenti. Il programma «Soldato futuro», al quale l'Esercito lavora da molto tempo, è considerato dagli esperti «indispensabile» per fronteggiare le nuove sfide in modo adeguato. Anche la Difesa ci punta molto, tanto è vero che, nonostante il periodo di magra, è uno dei programmi che ha continuato a finanziare, anche se lo stanziamento per il 2006 è molto modesto: 5 milioni e 300mila euro.
Un soldato da 30mila euro. Solo per la ricerca tecnologica e lo sviluppo, il progetto è costato 18 milioni di euro. A questi si devono aggiungere i costi dell'equipaggiamento individuale, che è inevitabilmente caro: 30mila euro, secondo la stima. Nel dettaglio: la componente più costosa in assoluto è il visore notturno individuale che, tenuto conto di tutti gli apparati che lo compongono e delle parti di ricambio, può arrivare a costare anche 16mila euro. Il fucile attuale costa 1.450 euro, ai quali si devono aggiungere 300 euro per il sistema di puntamento a punto rosso, 5.300 per l'apparato di puntamento notturno e 650 per il lanciagranate. Prezzi alti anche per l'apparato radio individuale (1.150 euro) e per il sistema Gps (3.250), mentre la tradizionale uniforme da combattimento desertica si compra a soli 39 euro. A buon mercato anche le ginocchiere (16 euro), gli stivaletti desertici (52 euro) e il cinturone in fibra poliammidica (10 euro). Più cari i guanti termici protettivi (650 euro), mentre il giubbetto antiproiettile costa 950 euro, il combat-jacket 140, l'elmetto 130 e la maschera protettiva antischegge 45.
Nel programma del suo soldato-Robocop, l’Italia è partita in ritardo, seguendo le orme di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Olanda, Israele, Australia e Singapore. Grazie ai nuovi equipaggiamenti l’Esercito spera che il singolo soldato possa acquisire un margine di superiorità sui combattenti nemici.