Ecco il solito Tonino: "Il Cav compra deputati"Ma nessuna indagine è partita. E lui si infuria...

Il leader dell'Idv denuncia un presunto mercato dei parlamentari. E' la quarta volta che presenta un esposto in procura. Ma finora non è mai partita nessuna indagine.  Ma lui va avanti e presenta nuove denunce

Milano - Antonio Di Pietro è un disco rotto. Se Bersani si è incantato su "Berlusconi si dimetta", Tonino invece è su un'altra frequenza, più da "radio pm" che dice sempre "ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica, per la compravendita che ha fatto il premier di alcuni parlamentari". Infatti è già il quarto esposto che il leader dell'Idv presenta in procura.  L'ultimo lo ha  annunciato in un'intervista al Fatto, nella quale Tonino si rimette la toga o la divisa da poliziotto, se preferite, e ripete la sua versione dei fatti. Peccato per lui che i magistrati non gli diano retta. Infatti, finora, agli esposti di Di Pietro non ha fatto seguito nessuna indagine da parte della magistratura.

Ma Di Pietro non si perde d'animo. L'ultima denuncia l'ha presentata venerdì scorso. Si è portato in procura le pagine de il Fatto nelle quali Aldo Di Biagio, Giorgio Conte, e Francesco Proietti Cosimi, tre deputati di Fli avrebbero dichiarato di aver ricevuto offerte per tornare a sostenere le maggioranza. Ma a quanto pare la Procura non ha dato importanza alle interviste de il Fatto.

Così Tonino non ci vede più e che fa? Rispolvera tutta la sua verve di pm da mani pulite, sale in cattedra e dà lezioni ai magistrati che: "Bisogna vedere se i miei esposti sono stati iscritti come notizie non costituenti reato (mod. 45) e in tal caso si possono svolgere indagini; oppure siano stati trasferiti al mod.44 come notizie di reato o addirittura al mod.21 a carico di persone note che impone lo svolgimento delle indagini. Il problema è l'interpretazione giuridica che il magistrato dà ai fatti". Interpretazione che non collima con quella che il leader dell'Idv ha nella sua testa.

Di Pietro comunque va avanti e anzi alza la posta in gioco. E addirittura afferma che nel mercato dei parlamentari siano coinvolti anche pubblici ufficiali delle amministrazioni statali. Il teorema dell'accusa del pm Di Pietro è chiaro: "Se qualche parlamentare per il cambio della sua casacca ha chiesto che diventasse direttore o primario di una clinica qualche suo amico, ci sarà pur stato un direttore generale, cioè un pubblicio ufficiale che lo ha nominato, o no? Allora a questo punto esiste una corruzione di del pubblico ufficiale".

La requisitoria di Tonino ha una falla: zero prove. E lui da pm lo sa bene che senza prove si archivia tutto senza processi e sentenze. Quelle poi si possono fare sui giornali, ma non nei tribunali. Ma nonostante la sua lectio brevis di diritto giudiziario, le toghe non danno credito né a lui né ai deputati di Fli.