Ecco come sono «malati» nel 2009 gli ospedali a Genova

(...) capogruppo di An in Regione e Matteo Rosso, vicepresidente della commissione Sanità si sono svegliati di buon’ora e, smaltito in fretta il veglione, si sono messi in macchina per andare al San Carlo di Voltri, ospedale diventato un avamposto sempre più dimenticato da chi governa la Regione. Ma che nella notte di San Silvestro ha dovuto affrontare un superlavoro che forse viene poco considerato da chi dovrebbe governare il nostro sistema sanità. Le fotografie che pubblichiamo in queste pagine sono state scattate direttamente dai due consiglieri che le raccoglieranno in un dossier che dovrà essere sottoposto all’assessore regionale alla sanità Claudio Montaldo e al presidente Burlando, «impegnati più che altro a tagliare nastri inaugurali invece che a occuparsi dei problemi reali della gente» raccontano Plinio e Rosso. Il primo sopralluogo tra i reparti del san Carlo è stato già una cartina di tornasole di come sta viaggiando la sanità in Liguria: a due velocità. Da una parte reparti efficienti e ben strutturati, dall’altra zone buie di degrado che colpisce in primo luogo i ricoverati e poi chi in questi reparti lavora. Non va dimenticato, per esempio, che a Voltri è stata chiusa l’Urologia, reparto considerato di eccellenza e certamente premiato anche dai numeri dei pazienti, mentre adesso il San Martino è oberato di richieste e ha liste di attesa insostenibili. «Dobbiamo dire che dappertutto abbiamo constatato una grandissima disponibilità da parte del personale sanitario presente nelle strutture che abbiamo visitato a sorpresa - dice Matteo Rosso, che, come Plinio, è medico e dunque ancora più conscio dei problemi che vede -, sono state però numerose le criticità strutturali che abbiamo rilevato e che ci sono state segnalate anche dal personale e dai ricoverati e dai loro parenti».
Al San Carlo si alternano reparti moderni e attrezzati a spazi fatiscenti e fa specie vedere zone in ristrutturazione mentre si ricordano le parole dell’assessore Montaldo che parlava di forte ridimensionamento. «Poi siamo andati al Monoblocco - dice Plinio - al Maragliano e al Pronto Soccorso e abbiamo visto le sconcertanti condizioni in cui vengono tenuti alcuni piani del Maragliano anche al di fuori di ogni normativa soprattutto di sicurezza».
Camminando tra le corsie e i corridoi e parlando con le persone i due consiglieri si sono resi conto che le richieste più importanti sono quelle dell’aumento di posti letto e del personale sanitario specialmente infermieristico, ma anche di più adeguate garanzie di sicurezza per chi presta servizio al pronto soccorso. «Qui in certe ore della notte possono capitare anche episodi di violenza da parte di qualche paziente intemperante e quindi gli operatori del primo soccorso, specialmente al San Martino hanno chiesto più sicurezza», ha aggiunto Plinio precisando come anche questo aspetto del problema sarà aggiunto nel dossier.
Il blitz di capodanno non resterà l’unico. «Vogliamo dare un segnale forte della nostra presenza ai cittadini e andremo in giro in ospedale anche di notte», hanno detto Plinio e Rosso. E certo qualcuno dalle parti di De Ferrari dovrebbe seguire il loro esempio.