Ecco il soul bianco dei Simply Red

Simone Mercurio

L’età e il passare degli anni sembrano non avere conseguenze su Mick Hucknall, storico e inossidabile leader dei suoi Simply Red, questa sera nell’atteso live romano, dalle 21, al Palalottomatica. Sempre uguale, un po’ stempiato dall’età, ma sempre carismaticamente soul, il cantante «semplicemente rosso» membro effettivo e di carriera di quell’elitario club del cosiddetto «soul bianco». «Sophisti-pop», li definisce con una discutibile definizione un noto database musicale sul web. Soul-pop di qualità, potrebbe essere una definizione più appropriata, sonorità piacevoli ma non piacione, quelle della band di Manchester. Con 40 milioni di dischi venduti, nomination ai più prestigiosi riconoscimenti musicali, tra cui il Mercury Music Prize e il 4 Brits, e una decina di concerti-evento in giro per il mondo, Hucknall è uno di quei musicisti instancabilmente prolifici, e con un numeroso seguito di fan, da oltre vent’anni. Il gruppo esordisce con Picture Book, nell’ottobre 1985, ma arriva al successo con Men And Women (1987) e con A New Flame (1989). Picture Book rimane nella classifica inglese degli album più venduti per trenta mesi, mentre Stars, uscito nel 1991, era ancora l’album più venduto nel ’92. Blue, e il successivo Love And The Russian Winter, mostrano alcuni segni di cedimento, e quest’ultimo porta all’esaurimento del contratto con la East West. Home, del 2003, marca l’esordio indipendente dei Simply Red. Si tratta di un disco che si ispira dichiaratamente alla miscela di pop e R&B che ha fatto la fortuna del gruppo. Sempre come indipendente e anticipato dal singolo Perfect love, i Simply Red hanno pubblicato a ottobre l'ultimo album, Simplified.
Un lavoro dotato di un equilibrismo notevole, che ha permesso ai Simply Red di scalare le classifiche, pur mantenendo grande dignità musicale. Simplified, ora proposto nel nuovo tour mondiale, partito da Londra, non è un unplugged, come può indurre a pensare il titolo. Parte da lì nel senso. ma propone brani che sono per lo più ballate con arrangiamenti «leggeri». Le canzoni sono vecchie e nuove: alcuni classici come Something got me started o Holding back the years, a cui si uniscono tre inediti (tra cui due versioni del primo singolo Perfect love) e una cover (A song for you di Leon Russel). Lo show in scena questa sera riproporrà le atmosfere essenzialmente acustiche e «confidenziali» del nuovo disco, per una scaletta che a grandi linee prevede, tra l’altro, otto classici di repertorio riarrangiati, una cover e tre inediti rivisti secondo le linee guida del pop classico e orchestrale, del jazz vocale anni ’50 e ’60 e del sound latino-tropicale.