Ecco lo spettacolo che rivoluziona i canoni del celebre ballo argentino

«A un uomo e una donna bastano tre minuti abbracciati per capire se la coppia funziona» mormora il danzatore e coreografo Claudio Hoffmann pensando all’energia dei corpi allacciati. «L’abbraccio del tango esaudisce il desiderio di sentirsi protetti e libera l’eros» aggiunge il compositore e bandoneista Daniel Binelli, evocando la sensualità delle note applicate al gesto. Nessun pensiero triste che si balla, insomma, e soprattutto niente nostalgia. A farsi largo è un boquet di sensazioni, caratteri e colori che emergono dinamicamente (e teatralmente) per dare vita a un musical elegante, versatile, pieno d’energia. Uno spettacolo che strizza l’occhio alla storia, ma guarda al futuro. Detto in una parola: il tango moderno. Hoffmann e Binelli, insieme con Pilar Alvarez, sono gli ideatori di «Tango Metropolis» lo spettacolo rivelazione del Festival Internazionale di Tango a Buenos Aires che dopo aver commosso, emozionato e istigato alla pratica del ballo più popolare al mondo migliaia di spettatori in tutta Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone, finalmente arriva al teatro Olimpico, dove terrà il cartellone da oggi al 5 aprile. «Il motore dello spettacolo, nato una decina di anni fa ma fortemente vivo e in continua evoluzione, è il tango tradizionale, ma usa il genere come linguaggio - spiega il coreografo di origine tedesca, co-fondatore della compagnia Tango Metropolis, strenue sostenitore della fusione tra tango e danza contemporanea - in scena non faremo un excursus storico, ma useremo il tango per comunicare le nostre sensazioni».
Succederà su un tappeto sonoro costituito da musiche vecchie e nuove, compresi i motivi cult, Libertango e La Cumparsita. Dall’impasto di eccellenze messe al servizio del sensuale ballo argentino - musicisti di violino, chitarra, piano, contrabbasso e bandoneon, più 5 coppie di danzatori solisti internazionali - emerge il legame profondo tra coreografia e pentagramma. Al punto che durante il musical anche i ballerini si esibiranno con alcuni strumenti tradizionali dando vita al Candombe, ancestrale ritmo uruguayano. E poi milonghe, valzer. Insomma, è la musica che si consegna al ballo. Per questo non ci sono voci in Tango Metropolis. Solo corpi e note.