Ecco la stangatacon superIci, Iva e patrimoniale-choc

La Merkel aveva parlato di "misure impressionanti". Il premier vuole recuperare 15 miliardi con la manovra del 5 dicembre. Che rischia di essere ancora più aspra

Roma - Quali misure si celano dietro i Monti? Perché quattro giorni fa, durante il trilaterale Francia-Germania-Italia di Strasburgo, la cancelliera di ferro Angela Merkel ha definito perfino «impressionanti» le riforme del Professore? C’è qualcosa che non quadra nel decreto in arrivo il prossimo 5 dicembre: in primis il fatto che il premier italiano ancora non abbia buttato sul tavolo le proprie carte, preferendo farle sbirciare all’estero per rassicurare i partners europei. Si smentisce categoricamente che Monti sia sceso nei dettagli del suo piano assieme a Merkel e Sarkozy, confermando gli impegni presi dal precedente governo italiano. Ma se è così allora perché definire «impressionanti» i provvedimenti in arrivo e quindi dare un’apertura di credito al nostro Paese, preclusa invece all’esecutivo Berlusconi? In secundis, nel merito, in che cosa consiste la cura da cavallo che Monti si appresta a somministrare al malato Italia? L’impressione è che, al netto di un deficit di comunicazione da parte di palazzo Chigi, il governo abbia un jolly in tasca, capace appunto di «impressionare» chi ci osserva.

Da quel poco che filtra dal governo, Monti starebbe limando una manovra da 15 miliardi di euro. Se tutto va bene, però: ossia se la Commissione europea sarà lasca rispetto ai nostri obblighi, considerando la crescita da formica dell’eurozona. Ma questo si saprà soltanto domani e dopodomani, a seguito dei vertici dell’eurogruppo ed Ecofin di Bruxelles. Dentro al pacchetto montiano ci dovrebbero essere il ritorno dell’Ici progressiva con la rivalutazione delle rendite catastali (sorta di patrimoniale mascherata che porterebbe in cassa 5 miliardi); l’aumento dell’Iva ordinaria (misura che vale dai 6 agli 8 miliardi); un più rapido innalzamento dell’età pensionabile; blocco dell’adeguamento delle pensioni all’inflazione; una stretta all’evasione fiscale abbassando l’utilizzo del contante a 300-500 euro. Sono queste le misure «impressionanti» o Monti nasconde ancora qualcosa? Il giallo, ancora una volta, riguarda la spinosa questione della «patrimoniale»: parolina scivolosa che evoca un prelievo sul patrimonio. Ma detta così vuol dire tutto e niente: chi colpire infatti? Un’ipotesi sarebbe quella di colpire solo i proprietari di beni immobili dal valore superiore al milione di euro.

Ma il premier tiene i suoi piani ancora coperti dal segreto. Per ora. Nei prossimi giorni infatti il presidente del Consiglio dovrebbe incontrare separatamente i leader dei partiti che lo appoggiano per descrivere in che misura ferirà i rispettivi elettorati. È stato il leader del Pdl Alfano ad annunciarlo: «Mi ha chiamato Monti e con garbo e cortesia mi ha detto di aver tirato giù le linee guida del programma economico del governo». E ancora: «Mi ha detto: “prima di mandarle in consiglio dei ministri gradirei parlare con te, con Casini, con Bersani e con quanti sostengono il governo, separatamente, per concordare i punti di intesa e di dissenso».
In ogni caso il sentiero attraverso cui si sta muovendo Monti è stretto e irto di insidie. Raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 è l’obiettivo ma se per arrivarci occorre spremere a più non posso un Paese che ha già il primato delle tasse si rischia di accelerare la recessione.

Ecco perché Monti, ai prossimi vertici di Bruxelles, proverà a chiedere di rimodulare il concetto di deficit, tenendo conto della crescita da formica dell’eurozona. Se i partners dovessero rispondere «picche» la manovra rischia di essere ancora più salata rispetto ai 15 miliardi previsti. Altro pericolo è la speculazione finanziaria che sembra non terminare mai e che fa schizzare in alto lo spread: ossia gli interessi che l’Italia dovrà pagare a chi sottoscrive titoli del nostro debito pubblico.